I Dango sono gnocchi di riso dalla consistenza gommosa e sono anche un tradizione dolce giapponese; li si può preparare facilmente in casa ma principalmente li si può trovare come street food alla bancarelle allestite in strada durante i matsuri ed eventi vari. Li si può trovare in moltissime varietà, colorati o bianchi, glassati con salsa di soia dolce o tostati, cosparsi di anko (la marmellata di fagioli rossi giapponesi) o all’interno dell’Anmitsu (una specie di macedonia) o ancora come accompagnamento al tè matcha.

Dango arrostiti alla brace

Hanno una forma a palla di piccole dimensioni e la versione più comune vede una serie di tre o cinque palline infilzate su di uno stuzzicadenti. Si mangiano durante tutto l’anno anche se in alcune stagioni o periodi particolari, come l’hanami, ne vengono preparate delle varianti particolari.

 

Differenze da Dango e Mochi

Dall’aspetto e dal gusto i dango ed i mochi sembrano identici; anche i loro ingredienti sono gli stessi, ovvero acqua e riso. La vera differenza sta nel fatto che i dango sono preparati utilizzando farina di riso mescolata con acqua calda che poi, una volta amalgamata e formata, viene bollita o cotta al vapore; i mochi, invece, sono prepararti pestando i chicchi di riso di una particolare varietà, chiamata mochigome, dopo averli lasciati a mollo una notte e poi bolliti.

Il dango ha anche una consistenza più solida, infatti riesce a rimanere infilzato in verticale senza particolari problemi; al contrario i mochi sono più elastici per cui tenderebbero ad allungarsi se infilzati.

Infine, i mochi solitamente sono ripieni “di qualcosa” al contrario dei dango che solitamente sono serviti ricoperti di glassa o qualcosa di simile.

 

Storia dei Dango

Sembra che i primi riscontri possano essere fatti risalire al X secolo, durante il periodo Heian, nel testo di narrativa Shinsarugakuki, scritto da Fujiwara no Akihira, un nobiluomo e poeta del tempo. A seguire si trovano riferimento ai dango anche in due parabole buddiste del XII e XIII secolo.

La storia dei Mitarashi-dango, invece, viene fatta risalire alla casa del tè Kamo Mitarashi di Kyoto, situata nei pressi del santuario Shimogamo; il nome ha preso ispirazione dalle bolle che si formavano lungo il fiume Mitarashi, proprio davanti al santuario. Qui si tiene anche uno degli eventi più importanti di Kyoto, il Mitarashi Festival, durante il quale dango di colore bianco, rosso e verde vengono offerti in dono alle divinità.

 

Tipi di Dango

Come già accennato esistono vari tipi di dango, dai colori diversi, preparati principalmente con farina di riso ma anche con altre farine. Quello che varia è principalmente la glassa o la crema che li ricopre. Vediamo i tipi di dango più comuni e conosciuti.

Mitarashi Dango

Mitarashi dango

Il Mitarashi Dango è la versione più famosa e più classica dei dango; questi vengono arrostiti on con dei carboni ardenti, o più semplicemente con una fiamma, così da farli riscaldare ed annerire leggermente, quindi vengono ricoperti con salsa di soia dolce oppure leggermente amara.

Hanami Dango

Hanami dango

Come dice il nome, questo tipo di dango viene mangiato durante l’hanami (l’osservazione dei fiori di ciliegio) ed è composto tra tre palline di colore rosa, bianco e verde chiaro, a simboleggiare i colori dei sakura, della neve in fase di scioglimento e dell’erba nuova. Viene anche chiamato Sanshoku Dango, ovvero dango a tre colori.

Bocchan Dango

Bocchan dango

I Bocchan Dango sono composti da tre palline dai colori differenti: rosso, preparata con fagioli azuki; gialla, preparata usando le uova; verde, preparata aggiungendo del tè o artemisia in polvere. Prende il suo nome dall’omonimo romando di Natsume Soseki del 1906, dove il protagonista, Bocchan, si trasferisce da Tokyo a Matsuyama, trovando consolazione proprio in questo dolce.

Tsukimi Dango

Tsukimi dango

Gli Tsukimi Dango sono una varietà particolare; non vengono impilati su di uno stuzzicadenti, ma sono raggruppati in pezzi da 15 e posti in un vassoio a forma di piramide. Si mangiano durante il Tsukimi, ovvero il festival giapponese della luna del raccolto, accompagnandoli ad una tazza di tè.

Yomogi Dango

Yomogi dango con anko

Lo Yomogi dango ha un colore verde che è dato dall’artemisia giapponese, una pianta perenne asiatica nativa del Giappone, Corea e Cina. Le foglie più giovani vengono ridotte in polvere e mescolate alla farina di riso, conferendo al dango, oltre al suo colore, anche un aroma ed un sapore “fresco di primavera”.

Goma Dango

Goma dango

Il goma dango è caratterizzato da una farcitura esterna a base di sesamo; è possibile trovarlo sia nella versione ricoperto di semi di sesamo (e a volte anche fritto) sia nella versione ricoperto da una pasta nera, composta da semi di sesamo neri triturati ed amalgamati.

Uroko dango

Uroko dango

Gli uroko dango sono tipici della città di Fukagawa, la principale produttrice di riso dell’Hokkaido, e sono venduti dal 1913 nella stazione di Fukagawa sulla linea Kamikawa. Hanno una forma triangolare con i bordi seghettati ed il loro nome significa dango a squama di pesce; sono preparati con riso, zucchero e farina e cotti a vapore.

Kibi dango

Kibi dango

I kibi dango sono la versione originaria e tipica di Okayama; in origine erano preparati con un mix di farina di miglio e di riso glutinoso, ma oggi l’utilizzo del miglio si è notevolmente ridotto; hanno svariati gusti come quello alla pesca bianca, specialità della zona, e sono stati resi famosi dall’eroe folkloristico Momotarō che li usò come ricompensa per l’aiuto datogli da 3 animali durante una battaglia contro gli Oni che dimoravano sui loro territori.

Ikinari dango

Ikinari dango

L’ikinari dango è una delle varianti in cui non si usa solamente la farina di riso; un pezzetto di patata dolce viene sovrastato da uno strato di pasta di fagioli rossi e quindi avvolti in pasta di dango. E’ originario della provincia di Kumamoto, nel Kyushu, ma si trovate anche a Kawagoe con il nome di Imokoi.

 

Curiosità sui Dango

  • Una classica acconciatura femminile giapponese per i capelli viene chiamata Odango, prendendo il nome proprio dai dango. Praticamente sui lati della testa si raccolgono due trecce di cavallo, che poi vengono arrotolate a formare due crocchie o sfere. Se siete amanti anime, manga o videogame come non citare Usagi (in italiano Bunny) di Sailor Moon, Chun-Li di Street Figher o Shampoo di Ranma ½
  • In alcune regioni del Giappone i dango sono chiamati in modo differente e possono essere preparati con farine diverse da riso, come quella di patate in Hokkaido o quella di miglio a Okayama.
  • Un proverbio giapponese dice “Hana yori dango”, traducibile come “Meglio i dango dei fiori” ad intendere che il cibo è più importante dei fiori; ad esempio, durante l’hanami si osservano i fiori di ciliegio, ma questa pratica è solamente una scusa per poter mangiare i dango 🙂
  • La popolarità dei dango è così elevata che ne esiste anche la rispettiva emoji 🍡
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