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Onsen: le sorgenti termali giapponesi

Corsi Domestika

Il Giappone è situato, per tutta la sua lunghezza, a ridosso di più placche tettoniche; questa situazione geografica la rende sia una nazione ad alto rischio sismologico sia un territorio ricco di vulcani e di magma; quest’ultima caratteristica è il motivo per cui in Giappone esistono un numero elevatissimo di sorgenti termali.

La parola giapponese Onsen (温泉) può essere tradotta proprio come “sorgente termale” o “sorgente calda” ed identifica tutte quelle zone poste sul territorio nipponico che presentano fuoriuscita di acqua calda dal sottosuolo, comprendendo nella definizione anche i villaggi, le cittadine e gli stabilimenti che raccolgono o utilizzano queste acque.

Entrando ancora di più nello specifico, secondo la legge giapponese sulle sorgenti termali del 1948, una determinata area può essere definita “onsen” solamente quando dal sottosuolo fuoriesce acqua calda, acqua minerale, vapore o altri gas (esclusi gli idrocarburi) che hanno una temperatura non inferiore a 25 gradi celsius o che presentano una o più sostanze chimiche in una certa quantità per ogni kg di acqua; ad esempio: 250 mg o più di CO2, 10 mg o più ferro o manganese, 1 mg o più di zolfo, 340 mg o più di bicarbonato di sodio, 20 o più unità di Radon, etc.

Le stesse onsen, per essere considerate sorgenti termali terapeutiche, devono contenere determinati elementi chimici, differenti per quantità minime, rispetto alle semplici onsen; ad esempio: 1.000 mg o più di CO2, 20mg o più di ferro, etc.

Ma oltre alla definizione puramente tecnica, per i giapponesi le onsen sono una di quelle tradizioni secolari, menzionate già nel Manyoshu, nel Kojiki ed in altri antichi libri storici, che fungono sia da trattamento salutare, fisico e mentale, sia da mito folkloristico.

 

Differenze tra Sento e Onsen

Spesso, da turista soprattutto, si tenge a chiamare onsen qualunque luogo in cui ci si spoglia e ci si rilassa in acqua calda… in realtà le Onsen, come scritto poco sopra, sono vere e proprie stazioni termali, mentre i Sento (銭湯) sono i bagni pubblici.

A differenza dell’occidente, infatti, in Giappone esiste ancora il concetto di andarsi a lavare in un bagno pubblico, ovvero in una struttura dove, a pagamento, è possibile farsi una “doccia” ed a seguire rilassarsi in grandi vasche comuni riempite con acqua calda.

Sento, i bagni pubblici giapponesi

Nei sento, però, l’acqua calda non è termale ma è semplicemente riscaldata, allo stesso modo di come avviene in casa propria. Questa differenza è fondamentale. Un’altra caratteristica di tanti sento è la presenza di grandi dipinti sulle mura o sulle vache che raffigurano paesaggi e scene naturali, un po’ a richiamare le vasche all’aperto delle onsen.

I primi bagni pubblici aperti a tutti ed assimilabili ai sento moderni, risalgono al periodo Edo quando, con lo shogunato Tokugawa, la capitale fu spostava a Tokyo ed il numero della popolazione aumentò; in questo periodo le abitazioni non disponevano di acqua calda e di tubazioni, per cui l’unico modo decente per tenersi puliti era proprio quello di frequentare questa tipologia di locali.

Lo sviluppo dei Sento moderni su larga scale, invece, ha avuto inizio nel dopoguerra quando, anche in questo caso, il numero della popolazione iniziò ad aumentare e le case o erano state distrutte dai bombardamenti o iniziarono a rimpicciolirsi; le vasche da bagno diventarono ingombranti e non erano più presenti in molte abitazioni, per cui l’unica soluzione era frequentare i Sento vicino casa.

In tempi recenti, i sento stanno diminuendo molto velocemente, si è passato da un picco di circa 22.000 in tutto il Giappone intorno al 1970, a poche migliaia degli ultimi anni. Oggi sono visti più come luoghi di relax e SPA, piuttosto che veri bagni pubblici.

 

Luoghi termali famosi in Giappone

Il Giappone è pieno di zone termali, famose sia per il risvolto salutare delle proprie acqua sia perché mete turistiche di grande fascino. Sono presenti più di 27.000 fonti termali e più di 3.000 località termali in tutto il Giappone e tra le più famose troviamo:

Ginzan Onsen

Ginzan Onsen

Ginzan Onsen è una piccola cittadina termale, situata nella prefettura di Yamagata, i cui ryokan sono posizionati a destra e sinistra di un fiume; è una delle zone termali più famose del Giappone e da molti è considerata uno dei luoghi da cui Miyazaki ha preso spunto per il suo capolavoro La Città Incantata. Qui non è possibile andare se tatuati e, una nota per esperienza personale, in nessun ryokan di Ginzan Onsen hanno accettato la mia prenotazione, perché ero da solo… accettano solo coppie, famiglie o gruppi…

Kinosaki Onsen

Kinosaki onsen ha una storia di 1.300 anni e dispone di 7 sorgenti termali naturali raggiungibili tutte a piedi; si trova a circa 2 ore e mezzo di treno da Kyoto, nella prefettura di Hyogo; tutti e 7 le sorgenti termali sono pubbliche e sono accessibili con un ticket giornaliero o gratuitamente, se si soggiorna in uno dei ryokan della città; cosa ancora più importante, tutti e 7 i bagni sono completamente tattoo-friendly.

Hakone Onsen

Hakone è un’altra delle zone termali più famose del Giappone, attraversata da varie e differenti fonti termali, distante solo 90 minuti di treno da Tokyo e con il Monte Fuji a pochissima distanza; i ryokan possono essere distanti tra loro, quindi per alcuni è necessario prendere l’autobus per arrivarci, ma qui è consigliato scegliere un unico onsen dove trascorrere la giornata/nottata; Yunessun è un hotel in cui è possibile fare il bagno nel vino, nel caffè, nel sakè, nel tè e altro…

Beppu Onsen

Beppu è situato nella prefettura di Oita, sull’isola di Kyushu e sorge sopra 8 fonti termali differenti, chiamate affettuosamente “Gli 8 inferni di Beppu”; ognuna di queste fonti ha i suoi ryokan e bagni termali pubblici ed uno dei luoghi in cui si possono fare i bagni di sabbia, di fango e di vapore; anche a Beppu l’associazione locale indica che almeno 100 onsen sono tattoo-friendly.

Kurosawa Onsen

Kurosawa onsen è una bellissima cittadina termale che fa ricordare ai suoi visitatori la classica e tradizionale atmosfera giapponese, grazie alle sue struttura in legno, pietra e materiali naturali; il centro città ed i ryokan sono situati tutti sulle rive del fiume e quelli un po’ più distanti offrono vasche termali all’aperto di una particolare bellezza; è anche possibile acquistare un pass giornaliero per sfruttare solamente le terme senza dover prenotare una notte in ryokan.

Noboribetsu Onsen

Situata a sud-ovest in Hokkaido, Noboribetsu Onsen è una delle zone termali più famose dell’isola; il suo nome deriva dal linguaggio Ainu è può essere tradotto come “un fiume di nuvole tinto di bianco” a causa delle grandi distese di zolfo bianco che ricomprono la zona; come per molte altre onsen, l’associazione con l’inferno è sempre valida e gli Oni, i demoni giapponesi, sono considerati i loro custodi.

Nyuto Onsen

Nyuto Onsen è un’area termale e rurale situata tra le montagne e le foreste della prefettura di Akita, nei pressi del lago Tazawa; i ryokan offrono bellissime vasche naturali all’aperto, ma anche al chiuso, dove godersi sia l’acqua termale che il panorama paesaggistico; essendo un’area rurale, quasi tutti i ryokan della zona sono distanti da raggiungere a piedi per cui offrono un servizio di navetta privata dalla fermata del bus più vicina; nota dolente, sempre per esperienza personale, e che qui i tatuaggi non sono ben visti, solamente un ryokan mi aveva consentito l’accesso ma con la clausola che avrei dovuto fare il bagno nelle ore in cui non cerano altri clienti, quindi la mattina presto o in tarda serata.

Yudanaka Onsen

Yudanaka Onsen è una zona termale tra le Alpi giapponesi della prefettura di Nagano, poco distante dal famoso Jjigokudani Yaen-koen, il parco dove i macachi giapponesi fanno il bagno nelle onsen; si può soggiornare in uno dei vari ryokan o si può usufruire solamente dei bagni termali, magari per un relax dopo una visita al Jjigokudani; anche qui i tatuaggi non sono visti bene, ma io sono riuscito a prenotare una bella onsen privata per soli 1.000 yen ad ora grazie al supporto dell’associazione turistica locale.

 

Come fare il bagno in una onsen

Sia le onsen che i sento prevedevano inizialmente bagni misti per uomini e donne ma, a partire dal periodo della Restaurazione Meiji (1868 – 1889), in tutto il Giappone le stanze per uomini e donne sono separate (ad eccezione di pochissime aree rurali). I bambini possono entrare in una qualunque delle due parti, in base a chi è il loro accompagnatore.

Doccia in una onsen, prima di entrare in vasca
Doccia in una onsen, prima di entrare in vasca

Una volta entrati in una onsen, o in un sento, esistono delle regole da dover rispettare al fine di garantire il giusto relax a tutti gli ospiti e rispettare le tradizioni locali:

  1. Ci si spoglia completamente e non si indossano costumi da bagno, ciabatte o altro; le onsen non sono da considerarsi come piscine, ma come luoghi in cui ci si lava e ci si rilassa in totale libertà; in caso di timidezza o altro, l’unica alternativa è una onsen privata; in ogni caso avrete con voi un asciugamano che potete utilizzare anche per coprirvi
  2. Prima di immergersi in una qualunque vasca di acqua calda bisogna lavarsi il corpo; lo si può fare con le apposite doccette che sono sempre presenti e non va fatto mai nella vasca; questo comportamento è abbastanza logico se considerate che nelle vasche ci si immerge in più persone e l’acqua è relativamente statica
  3. Lavatavi senza dare fastidio a chi vi è vicino, il che significa non spruzzate gli altri con la doccetta o con il sapone
  4. Non si corre, non si nuota e non ci si tuffa; come già detto gli onsen non sono piscine ne luoghi di divertimento, ma posti dove ci si rilassa; inoltre i pavimenti potrebbero essere scivolosi e cadere perché si corre sarebbe ovvio
  5. Non è consentito introdurre fotocamere, videocamere, smartphone o altro (da valutare se siete gli unici all’interno) e non si possono portare oggetti di vetro, che rompendosi in un luogo in cui si cammina scalzi sarebbe veramente pericoloso
  6. Non immergete la vostra asciugamani nell’acqua dell’onsen (in alcuni posti è comunque consentito); potete riporla a bordo vasca o tenervela sulla testa; evitate anche di bagnare i capelli, e quindi di immergervi completamente sott’acqua, mentre siete nella vasca
  7. Evitate di fare baccano e non guardate il corpo delle altre persone come a volerlo giudicare; le conversazioni sono comunque consentite, basta rispettare chi vi sta introno
  8. Una volta che vi siete rilassati e decidete di andare via, ricordatevi di asciugarvi prima di entrare nei camerini così da non bagnare tutto

Queste regole, ad alcuni, potrebbero sembrare un po’ troppe, ma sono semplicemente comportamenti di sano principio che ognuno di noi dovrebbe tenere quando si trova in luoghi pubblici o con estranei.

 

Tipologie di bagni termali

Quando si parla di bagno termale, l’associazione con l’acqua è scontata; in realtà esistono diverse forme di bagno termale e modi di utilizzo, non solo in Giappone; secondo la Japan Onsen Association è possibile godere di una onsen nei seguenti modi:

Foto storica dei bagni dis abbia nelle Onsen giapponesi
Foto storica dei bagni dis abbia nelle Onsen giapponesi (CC BY 4.0 Wellcome Images by Wikimedia Commons)
  • Immersione completa del corpo in acqua: il corpo è completamente coperto d’acqua, che può avere temperatura differente in base alla zona termale o a ciò per cui è indicata come cura; la temperatura può essere alta (43 gradi o più), calda (circa 41 gradi, la temperatura standard), tiepida (36 gradi circa) o fredda (da 7 a 20 gradi); più l’acqua è calda, più il copro dovrebbe rimanere meno in ammollo
  • Con acqua a cascata: l’acqua cade sulle spalle e sul collo da un fonte posta ad un’altezza maggiore rispetto alla nuca, formando una specie di cascata
  • Pediluvio: solamente i piedi ed eventualmente le caviglie entrano in immersione nell’acqua della onsen; nelle zone termali più conosciute, è possibile trovare queste tipologie di onsen nei pressi della stazione della città e sono quasi sempre accessibili gratuitamente
  • Camminata: praticamente si cammina nell’onsen a piedi nudi e con l’acqua che arriva fino alle ginocchia o poco più su
  • Bagni di vapore: in questo caso è il vapore e non l’acqua a fungere da bagno termale; è possibile fruirne mentre si richiusi in una specie di vasca in cui solo la testa fuoriesce, oppure in stanze ripiene di vapore (i cosiddetti bagni turchi) o ancora in modo che il vapore “colpisca” le emorroidi al fine di curarle
  • Bagni di sabbia: l’intero corpo viene “seppellito” sotto la sabbia calda, lasciando unicamente la testa all’aria aperta; solitamente queste aree termali sono poste direttamente sulle coste o le rive dei fiumi
  • Bagni di fango: in quest’altro caso la fonte termale è data dai fanghi ricchi di minerali

Onsen e tatuaggi

Per noi occidentali, avere dei tatuaggi è diventata la normalità, che siano piccoli o che coprano ampie zone del nostro corpo; per i giapponesi, invece, i tatuaggi continuano a non essere visti di buon occhio, principalmente perché associati all’appartenenza alla Yakuza, la mafia giapponese.

Ora, ci sarebbe da obiettare su quale sia la possibilità che un turista occidentale tatuato possa appartenere alla yakuza, ma purtroppo ciò non toglie che in buona parte delle onsen (e dei sento) non è consentito l’ingresso a persone tatuate.

Onsen privata a Yudanaka Shibu Onsen
Onsen privata a Yudanaka Shibu Onsen

Per ovviare a questa limitazione ho tre consigli da potervi dare:

  • Cercate onsen che permettono l’ingresso anche a persone tatuate, non sono tante rispetto all’offerta complessiva, ma con una ricerca in rete avrete varie possibilità tra cui scegliere, soprattutto in alcune delle città termali più turistiche; in alternativa, potreste mandare un’e-mail di maggiori informazioni alla struttura che intendete prenotare o all’associazione turistica del luogo, o controllare sui rispettivi siti web
  • Acquistate dei cerotti speciali che coprono il tatuaggio; è un po’ difficile trovarli nei negozi italiani, ma anche in questo caso internet fa al caso vostro; l’alternativa ai cerotti è usare del fondotinta altamente coprente ed impermeabile, con la possibilità, però, che la lunga persistenza in acqua calda lo faccia comunque un po’ sciogliere (e sporcare l’acqua della vasca…); entrambe queste due possibilità ve le consiglio solamente se i tatuaggi che avete sono piccoli, credo sia inutile dire che coprirsi l’intero braccio o spalla di cerotti è alquanto impensabile e palesemente visibile, inoltre se le coperture sono molto visibili, vi potrebbe essere ugualmente vietato l’ingresso
  • Prenotate onsen private (la mia scelta preferita), ovvero onsen in cui vi viene messa a disposizione una sala solo per voi o, come alternativa più costosa, prenotate in ryokan con vasca termale direttamente in stanza; i costi per le onsen private sono ovviamente più alti rispetto a quelli pubblici, ma variano molto da zona a zona, io per esempio sono stato 1 ora a Yudanaka Onsen spendendo solo 1.000 yen (8 euro al cambio del viaggio, grazie alla prenotazione fatta tramite e-mail dal centro informazioni turistiche di Yamanouchi)
Fabrizio Chiagano
Fabrizio Chiagano
Web Developer, UX e UI Designer. Abbastanza Nerd, appassionato di tecnologia, fotografia, cinema, documentari e marketing. Ovviamente, patito di anime, cucina e cultura Giapponese. Vivo a Milano ^_^