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Simboli e pittogrammi giapponesi

Con la parola pittogramma si intende un simbolo, o un disegno, stilizzato che ha la capacità di dare immediatezza visiva ad un concetto e che ne rende la comprensione il quanto più semplice e diretta possibile.

Esistono pittogrammi che, per via della cultura di una nazione o di troppa fantasia, possono risultare difficilmente comprensibili a livello internazionale, per questo motivo esistono delle associazioni nazionali ed internazionali che hanno lo scopo di ideare, gestire e controllare la diffusione e gli standard di questi simboli.

Il Giappone negli ultimi anni sta modificando ed adattando molti dei suoi pittogrammi agli standard ISO (dove necessario, tipo negli aeroporti), ma sta anche rivalutando e modificando simboli che sembra possano trarre in confusione turisti e persone straniere in generale.

Il caso più eclatante è probabilmente la svastica, chiamata manji in giapponese, un simbolo antichissimo di origine eurasiatica utilizzato da varie religioni e dal significato di buona fortuna e di augurio, che in Giappone è anche utilizzato sulle mappe per indicare i templi buddisti.

Purtroppo la maggior parte degli occidentali considera questo simbolo unicamente un riferimento al nazismo, perciò per le olimpiadi del 2020 il METI, ovvero il Ministero dell’economia, del commercio e dell’industria giapponese, ha deciso di utilizzare un simbolo differente del JIS, Japanese Industrial Standard, per rendere il concetto di “tempio buddista” meno “equivocabile”.

In questo caso specifico il nuovo pittogramma, una pagoda a 3 piani, sarà utilizzata solamente sul materiale destinato ad un pubblico straniero, mentre per quello in giapponese rimarrà il simbolo del manji.

Ma vediamo ora una piccola introduzione storica e quali sono alcuni dei pittogrammi e dei simboli utilizzati in Giappone, non solo sulle mappe, ma anche in altri contesti.

 

Nascita ed espansione dei pittogrammi

L’utilizzo di simboli per rappresentare un “qualcosa” ha sempre accompagnato l’essere umano, fin dalla preistoria; poi, con l’avvento della scrittura e la delle tante lingue parlate nel mondo, la comunicazione per simboli ed immagini è andata man mano scomparendo (con riferimento alla comunicazione quotidiana).

Si è dovuto aspettare la fine del 1920 per ritornare a parlare di pittogrammi come mezzo comunicativo, questa volta con valenza universale.

L’Isotype (International System of Typographic Picture Education) fu il primo metodo moderno di utilizzo di simboli per la comunicazione visuale, semplice ed immediata, senza la necessità di utilizzare la lingua scritta e parlata (che come sappiamo non è per nulla internazionale); fu inventato dal filoso austriaco Otto Neurath e realizzato dall’illustratore tedesco Gerd Arntz.

Ma nonostante negli anni a seguire l’isotype ebbe un grande seguito in varie nazioni del mondo, sembra che sia grazie al lavoro svolto in Giappone per le Olimpiadi del 1964 che l’utilizzo dei pittogrammi come mezzo di comunicazione univoco, semplice ed internazionale sia giunto indistintamente alle masse di tutto il mondo.

Fu infatti sotto la supervisione del critico di design Katsumi Masaru, e di altri talenti del design giapponese, che per la prima volta nel mondo delle Olimpiadi e dei grandi eventi internazionali si sviluppò ed utilizzò un unico sistema completamente basato su pittogrammi come riferimento per indicare “strutture, servizi e l’elenco completo delle discipline olimpiche”.

 

Pittogrammi per le informazioni ed i servizi pubblici

In Giappone i simboli ed i pittogrammi che indicano informazioni pubbliche sono catalogati con il nome di JIS Z8210 ed includono servizi pubblici, trasporti, turismo, sport, cultura, commercio, divieti, segnalazioni di pericoli, sicurezza, obblighi e tipologie di calamità naturali.

Per intenderci, si va dai simboli che indicano le scale mobili e gli ascensori, a quelli per le ferrovie e le stazioni degli autobus, dai posti a sedere prioritari a ai vari divieti, dagli uffici informazioni alle aree di evacuazione in caso di cataclismi, e tanto altro.

Alcuni di questi simboli rispettano già gli standard ISO, altri sono cambiati negli anni, soprattutto per rinforzare l’internazionalizzazione del Giappone in vista delle Olimpiadi di Tokyo 2020.

Vediamo subito il prima ed il dopo relativamente alle modifiche che sono state apportate nel 2017 e che riguardano: parcheggio, ritiro bagagli, primo soccorso, connessioni tra i voli, nursery, onsen (sorgenti termali), ufficio informazioni.

Modifiche dei simboli per i servizi pubblici giapponesi

Il simbolo delle onsen (sorgenti termali) non è stato modificato, ma ne è stata aggiunta una nuova versione come alternativa, sarà cura della struttura che dovrà esporlo sceglierne uno dei due; sembrerebbe che la versione originale (la stessa delle emoji ♨️) fosse ritenuta “equivocabile” dai turisti stranieri, i quali la associavano ad un “ristorante che serve zuppa calda”; ora la zuppa sarà anche per cannibali 🙂

Il simbolo dell’ufficio informazioni, invece, in Giappone ha una particolarità: viene utilizzato sia il più conosciuto “i” che il “?”; il primo identifica sportelli non presidiati, quindi senza personale, mentre il secondo identifica sportelli informazioni con personale pronto ad aiutarvi. A seguito dell’aggiornamento di questi pittogrammi, il simbolo “i” sarà univoco, anche se l’utilizzo del “?” non verrà dismesso.

Sempre nel 2017 sono stati aggiunti i seguenti 15 nuovi simboli, tra cui quello del Wi-Fi, quello per indicare i punti di ricarica elettrica, i distributori automatici e gli ATM che accettano carte straniere.

Infine, questi sono alcuni dei pittogrammi più caratteristici che possono essere trovati in Giappone (da notare la necessità di quattro differenti obblighi per indicare di fare la fila)

Simboli caratteristici per i servizi pubblici giapponesi

 

Simboli delle mappe giapponesi

I simboli utilizzati sulle mappe in Giappone, nella cartografia e topografia in generale, sono gestite dalla GSI, ovvero la Geospatial Information Authority of Japan, l’organizzazione giapponese adibita a condurre attività di rilevamento e mappatura del territorio nazionale.

La cartografia moderna in Giappone si è sviluppata nel settore Militare del periodo Meiji, a partire dal 1920, prendendo come riferimento le tecniche cartografiche tedesche; oggi esistono più di 160 possibili simboli utilizzabili nelle mappe giapponesi.

Anche in questo caso, per agevolare la comprensione di alcuni simboli alle persone straniere, a partire dal 2012 sono state apportate alcune modifiche, ma solamente sul materiale espressamente dedicato ai turisti, che vi mostro di seguito:

Ultimi cambiamenti per i simboli delle mappe giapponesi per stranieri

Di tanto in tanto vengono aggiunti anche simboli nuovi, come quello utilizzato per indicare le “case di cura per anziani” (2006) o i “monumenti dei disastri naturali” (2019), e ne vengono deprecati altri, come quello indicante le “fabbriche” (2019) o i “vecchi campi di battaglia”.

Un’altra caratteristica tutta giapponese è la differenziazione delle linee ferroviarie, infatti le linee della JR sono disegnate in modo diverso da quelle di altre compagnie ferroviarie; le prime sono linee spesse che alternano un colore bianco ad uno nero, mentre le seconde sono linee continue nere con piccoli tratti perpendicolari equidistanti.

Vediamo ora i simboli cartografici che si possono trovare più facilmente sulle mappe in giapponese (compreso Google Maps)

Simboli più comuni sulle mappe giapponesi

 

Simboli dei water giapponesi

I washlet sono da sempre un qualcosa che suscita l’attenzione dei turisti che visitano il Giappone; uno degli oggetti di uso più comune che si mescola a curiosità e tecnologia. Le pulsantiere che azionano le varie funzionalità sono situate su di un lato del copri water oppure attaccate al muro, come delle vere e proprie centrali di controllo.

Negli anni passati ogni produttore utilizzava dei propri simboli a corredo di ogni funzionalità, ma dal 2017 le nove società produttrici di washlet appartenenti alla Japan Sanitary Equipment Industry Association sono finalmente riuscite a trovare una quadra ed a standardizzare gli 8 simboli principali, per cui la quasi totalità dei modelli prodotti a partire dal 2017 avranno gli stessi simboli.

C’è da dire, però, che non tutti hanno deciso o decideranno di cambiare il proprio washlet solo per avere icone standardizzate; inoltre, gli 8 simboli scelti potrebbero non coprire l’intera gamma di funzionalità a disposizione, come ad esempio quello per la musica o gli effetti sonori che coprono i rumori indesiderati, il riscaldamento della copriseduta, il controllo delle luci e dell’aria condizionata della stanza.

Questi sono gli 8 simboli standard dei washlet giapponesi

Simboli per le funzioni dei washlet giapponesi

Inoltre, da febbraio 2019, il METI ha aggiunto ai propri standard tre nuovi pittogrammi, da utilizzare nei luoghi pubblici, per descrivere al meglio la tipologia di gabinetto disponibile, ovvero: gabinetto in stile giapponese, gabinetto in stile occidentale e bidet con acqua calda.

Simboli per identificare i bagni giapponesi

 

Pittogrammi dei cartelli stradali giapponesi

L’uso dei pittogrammi trova un ampio utilizzo anche nella segnaletica stradale e la maggior parte dei cartelli stradali utilizzati in Giappone sono comprensibili anche ad un pubblico straniero.

I segnali di “pericolo” e di “fare attenzione” hanno una forma a rombo, sono di colore giallo con disegni neri, tutti molto simili a quelli utilizzati nel resto del mondo; gli “obblighi” sono rotondi su sfondo blu e con disegni bianchi; anche i divienti sono rotondi con un cerchio interno rosso su sfondo bianco e simboli blu (alcuni possono avere una linea diagonale sempre rossa, altri no).

Questi a seguire sono i simboli riguardanti i limiti di velocità.

Cartelli stradali giapponesi sui limiti di velocità

Altri cartelli possono riferirsi a modalità di parcheggio, indicazioni di percorrenza, etc ed avere forse quadrate, rettangolari o tringolari. Alcuni, come i segnali di stop, sono totalmente differenti da quelli utilizzati in europra o negli USA, altri hanno raffigurazioni abbastanza particolari, come quelli che vi mostro di seguito.

Cartelli stradali giapponesi dall'aspetto non standard

Infine, esistono dei simboli che vengono applicati sulle autovetture e che servono ad indicare l’esperienza di guida del conducente o loro particolarità

Simboli per i veicoli giapponesi

 

Simboli della lavanderia giapponese

Anche in questo caso, al fine di allineare la simbologia con gli standard internazionali, a partire dalla fine del 2016 il Giappone ha pienamente adottato i pittogrammi ISO anche nell’ambito della lavanderia, ovvero per indicare come lavare, candeggiare, asciugare e stirare i capi di abbigliamento.

Prima di questa data molti simboli erano già molto simili a quelli internazionali, ma non tutti; qui di seguito, per scopo illustrativo, vi riporto alcuni di quelli oggi non più in uso.

Simboli per la lavanderia giapponese

Fabrizio Chiagano
Web Developer, UX e UI Designer. Abbastanza Nerd, appassionato di tecnologia, fotografia, cinema, documentari e marketing. Ovviamente, patito di anime, cucina e cultura Giapponese. Vivo a Milano ^_^