Anche se le festività buddiste sono molteplici e si differenziano in base alla nazione in cui sono praticate (India, Cina, Tibet, etc.) ed alla scuola buddista, ho cercato di raccogliere quelle principali che vengono festeggiate in Giappone.

Il calendario Buddhista è lunare, questo significa che i giorni in cui cadono le festività cambiano di anno in anno; in Giappone, però, alcune date sono state rese fisse sulla base del calendario gregoriano (quello utilizzato anche da noi italiani ed in quasi tutto il mondo).

Joya no kane, il capodanno buddista

La sera del 31 dicembre, presso tutti i templi buddhisti del Giappone, si tiene un evento particolare per inaugurare il nuovo anno, chiamato “Joya no kane”. Questa cerimonia consiste nel suonare la bonsho (la tipica campana buddista) per 108 volte, ovvero per il numero di peccati e di desideri materiali che una persona può provare nel corso della propria vita; i 108 rintocchi servono per liberare gli “ascoltatori” da tutti i peccati accumulati durante l’anno appena trascorso.

Solitamente il rito inizia verso le 23:00 del 31 dicembre e si conclude con l’ultimo rintocco appena subito dopo le 00:00 del 1° gennaio. Due citazioni particolari meritano il tempio Todaiji di Nara e il tempio Chionin di Kyoto, la cui campana è così grande da richiedere ben 17 monaci per essere suonata.

 

Obon, il culto buddhista dei defunti

Nel periodo estivo si tiene uno degli eventi buddhisti più conosciuti ed importati del Giappone, l’O-bon, ovvero la Festa dei morti, conosciuto anche come Festa delle lanterne ed abbreviazione di Ura-Bon, dal sanscrito “ullambana” che può essere tradotto come “appeso a testa in giù”.

Ogni zona del Giappone festeggia in un mese differente, ad esempio lo Shichigatsu Bon si tiene a luglio nella parte est del Giappone (Tokyo, Kamakura, Yokohama, etc.), ma il più famoso è il Hachigatsu Bon che si tiene nei giorni che vanno dal 13 al 16 agosto.

Durante questo rito, si accolgono le anime dei propri cari che tornano nel mondo terreno per far visita ai propri parenti. I giapponesi si preparano a queste visite pulendo e sistemando la propria casa, offrendo cibo sugli altarini e recitando sutra per proteggere le anime dei propri defunti.

Una delle caratteristiche dell’O-bon è quella di accendere e disporre, lungo le strade e i torrenti d’acqua, una serie di candele e lanterne accese, così da evidenziare alle anime il percorso da utilizzare per raggiungere le proprie abitazioni. Si tengono anche delle danze caratteristiche, chiamate Bon Odori, che si svolgono intorno ad un fuoco; veramente bello e caratteristico.

 

Hana Matsuri, il compleanno di Buddha

L’8 di aprile, in Giappone, si festeggia l’anniversario della nascita di Gautama Buddha (anche chiamato Siddharta Gautama, il Buddha storico); questo giorno è considerato il più felice per un credente buddista. Chiamato anche Kanbutsue, tradotto come “lavare l’immagine del Buddha”, è conosciuto principalmente come Hana Matsuri, ovvero “Festa dei Fiori”; è una festività che nel mondo segue il calendario buddista, per cui la data dei festeggiamenti cambia di anno in anno; in Giappone, invece, dal 1837 si festeggia sempre l’8 di Aprile ma non è considerata una festa nazionale.

In questo giorno tutti i templi allestiscono un piccolo tempietto ricoperto di bellissimi fiori di vario genere, a simboleggiare il giardino di Lumbini dove è nato Buddha, al cui interno viene posta una statua del nascituro; i devoti versano sulla statua l’ama-cha, del tè dolce ricavato dalle foglie dell’ortensia.

La prima celebrazione di questa festività si è tenuta in Cina intorno alla fine del 350 d.C. in alcune zone rurali; mentre in Giappone avvenne nel 660 d.C. nel tempio Ganko-ji, vicino Nara, per ordine di Imperatrice Suiko.

 

Setsubun, l’antico capodanno giapponese

La parola Setsubun, in Giappone, indica il giorno che precede il cambio di ognuna delle quattro stagioni. In realtà la festività del Setsubun, la festa del lancio dei fagioli, è identificata con il cambio tra l’inverno e la primavera, il 3 di febbraio, secondo il calendario lunare giapponese; questa data, in passato, era considerata come la fine dell’anno solare.

Questa festività è quindi collegata ai riti di purificazione per il nuovo anno, e il suo rito cardine è rappresentato dal lancio di fagioli di soia contro i demoni e gli spiriti maligni, al fine di scacciarli così da iniziare l’anno nuovo liberi e purificati.

Il rito del lancio dei fagioli viene praticato sia nelle abitazioni private sia nei templi (ma anche nei santuari shintoisti); nelle case è solito che il capofamiglia indossi una maschera da Oni (i demoni giapponesi) ed il resto della famiglia gli lanci i fagioli gridando “Oni wa soto! Fuku wa uchi”, che può essere tradotto come “Demoni fuori! Dentro la buona fortuna!”; a seguire tutta la famiglia deve mangiare un fagiolo per ogni anno di età +1; nei templi, invece, i fagioli vengono gettati sui fedeli da personaggi famosi il cui segno zodiacale corrisponde a quello dell’anno che sta per subentrare.

 

Higan, l’equinozio di primavera e d’autunno

Higan è una festività buddista che dura un’intera settimana, e cade sia a marzo che a settembre; nel mezzo di ognuna di queste settimane si verifica l’equinozio di primavera e l’equinozio d’autunno, ovvero il giorno e la notte hanno la stessa durata.

La parola Higan può essere tradotta come “l’altra sponda” ed ha origine dalla parola sanscrita “paramita” che, nel buddismo Mahāyāna, identifica le sei virtù che si devono conseguire per raggiungere lo stato di Buddha: generosità, moralità, pazienza, energia, meditazione e saggezza. L’altra sponda simboleggia il Nirvana da raggiungere partendo dal mondo terreno su cui viviamo.

In questi periodi i templi offrono servizi di commemorazione dei defunti ed i buddisti visitano le tombe dei propri cari portando incenso, fiori, acqua e cibo. Questo stesso periodo corrisponde all’inizio del pellegrinaggio degli 88 templi di Shikoku, così come in origine fece Kobo Daishi, il fondatore del buddismo Shingon.

 

Jodo, l’illuminazione di Buddha

L’8 di dicembre viene festeggiato il giorno in cui il Buddha storico ha raggiunto l’illuminazione, dopo una settimana di meditazione sotto un albero di bodhi. In questo giorno, e nei sei precedenti, è consuetudine, per i monaci e per i fedeli, esercitare lo zazen, ovvero la pratica di meditazione; spesso le persone si dedicato allo zazen in un tempio lontano da casa, così da non avere nessun tipo di distrazione.

 

Nehan, il raggiungimento del Nirvana di Buddha

Secondo le dottrine del buddismo Mahayana, il 15 febbraio i festeggia la morte del Buddha storico sul mondo terreno ed il suo raggiungimento del Nirvana; storicamente quest’evento viene identificato nel 486 a.C. a Kuśināgara, in India.

In questo giorno, nei templi viene appeso un grande rotolo che raffigura il Buddha entrare nel Nirvana mentre è pianto da un gran numero di discepoli e animali. E’ anche tradizione preparare dei dolcetti di riso chiamati “dolci dei fiori” che, durante la cerimonia, vengono offerti al Buddha storico e poi ai partecipanti alla cerimonia così da tenere lontano malattie e sventure.

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