Guida

Kabukicho è un quartiere di Tokyo, situato a pochi metri dalla stazione di Shinjuku, famoso per essere uno dei quartieri a luci rosse della città, dove la yakuza (la mafia giapponese) gestisce i pachinko (le sale slot tipiche giapponesi), i love hotel ed i locali dove “prorompenti” ragazze, o ragazzi, vi intrattengono mentre consumate alcohol 🙂

Questa descrizione farebbe passare subito la voglia a molte persone di avvicinarsi a Kabukichō; se la pensate così in realtà state sbagliando e vi consiglio assolutamente di farci un giro e i motivi sono semplici.

Prima di tutto il quartiere è sicuro, non ho mai provato personalmente, o sentito dire a qualcuno, di aver avuto paura nell’attraversarlo, sia di giorno che di sera. Ovviamente è pur sempre una zona non proprio per famiglie, ma basta starsene per i fatti propri, evitare gli ubriachi, e cosa più importante di tutte, non prendere minimamente in considerazione i butta-dentro che insistono per farvi entrare nei locali e nei love hotel; sappiate che una volta entrati, siete fregati, nel senso brutto della parola; quindi evitateli come la peste a qualunque costo. Se cercate “dame di compagnia” per la serata, qui, da turista, non le troverete.

Addirittura ho soggiornato per più di una settimana poco distante dalla zona centrale di Kabukicho, attraversandolo mattina, pomeriggio e tarda notte; di giorno l’area risulta sicuramente più sobria e tranquilla, di sera invece diventa un’esplosione di luci al neon, musica, rumori, persone e turisti che attraversano i vicoli in ogni dove.

Fanno da ingresso al quartiere due “portali”, se così vogliamo definirli; il primo, quello più famoso, è sormontato da una grande insegna illuminata di rosso, dalla forma di due U molto ampie che si incrociano; il secondo, più nuovo, è formato da due barre laterali a forma di L capovolta, illuminate di celeste che puntano direttamente sull’hotel Gracery e sulla grande testa di Godzilla che lo sormonta.

La zona è strapiena di locali di ogni tipo dove poter mangiare, bere o divertirsi. Molteplici izakaya e karaoke, bar e ristoranti; qui potrete trovare la famosa Golden Gai, una stradina strettissima dove sorgono poco meno di 300 localini e bar da pochi posti (per pochi intendo da 2 a 10), con ingressi minuscoli e a volte arredati in modo bizzarro, dove fare amicizia e parlare apertamente con gli altri avventori ed il titolare è una cosa quasi standard (a patto che parliate giapponese o siate fortunati che qualcuno parli inglese); infatti un’altra cosa da considerare a Golden Gai, così come a Pontocho a Kyoto, e che esistono molti locali aperti ai turisti stranieri ma c’è ne sono anche altri che non gradiscono la presenza di turisti e ve lo segnalano subito all’ingresso.

All’inizio del 2013 è stato inaugurato il Robot Restaurant, un’altra attrazione molto famosa e frequentata dai turisti stranieri, dove si tiene uno spettacolo abbastanza “bizzarro” e futuristico: via vai di ballerini e robot di ogni dimensione e forma, con una musica super assordante, luci e laser, mentre bevete o mangiate qualcosa ai tavoli.

Da qualche anno, come anticipato poco sopra, anche Godzilla si è affacciato su questo sobborgo. Sul tetto del Gracery Hotel, infatti, è stata installata una testa gigante di Godzilla con una zampa pronta ad abbattere l’alta costruzione 🙂 Un altro punto classico da fotografare in questo quartiere.

Infine, una copia identica ma più piccola di Golden Gai, è Omoide Yokocho (in realtà situato al confine di Kabukichō, subito prima di entrarci), un paio di piccole stradine su cui affacciano locali di yakitori, ramen e izakaya, quasi tutti con pochissimi posti a sedere e con fumo a tonnellate di brace e grasso di pollo degli spiedini che si versa lungo le strade. Veramente caratteristico e da provare; tra l’altro qui, in base alla stagione, vengono messi dei finti rami di ciliegio e acero a decorazione delle strade e delle insegne; qui c’è la famigerata insegna della Toilette che tutti fotografano (chissà poi perché…). Da notare una cosa importante: se vedere ragnatele, pentole lavate alla meno peggio, e via dicendo in un locale vi mette la nausea, non fermatevi a mangiare qui; in ogni caso io sono ancora vivo 🙂

 

Storia

Prima dello scoppio della seconda guerra mondiale, la zona oggi conosciuta come Kabukichō era chiamata Tsunohazu e praticamente era composta solamente da paludi; nel 1893 venne costruito un grande impianto di depurazione delle acqua, chiamato Yodobashi, e nel 1920 iniziarono ad essere costruite le prime case residenziali nei suoi dintorni, insieme ad una scuola femminile.

Nel 1945, però, i bombardamenti distrussero completamente tutto il quartiere lasciandosi alle spalle solamente detriti. La ricostruzione iniziò subito dopo la fine della guerra; il progetto di ricostruzione prevedeva l’edificazione di un teatro Kabuki nel centro del quartiere e tutta una serie di abitazioni residenziali, ma per motivi economici, il teatro non fu mai realizzato, anche se da quel momento questa zona prese comunque il nome di Kabukichō.

 

Mappa, come arrivarci

Per arrivare a Kabukicho è necessario prendere le linee Oedo o Marunouchi della metropolitana, la linea Yamanote o qualunque altra linea fermi alla stazione di Shinjuku. Una volta scesi dal treno, nella stazione ci sono parecchie indicazioni per raggiungere l’uscita corretta, ma mettete in conto che perdersi in questa stazione è quasi lo standard. Altra possibilità è scendere alla stazione della metro di Higashi-Shinjuku, molto più vicina e meno incasinata, dove fermano la linea Fukutoshin della Tokyo Metro e la linea Oedo della Toei.

 

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