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Santuario Kifune, Kyoto, Giappone

Santuario Kifune

Un santuario millenario sul Monte Kurama

Guida

Il Kifune è un antico santuario shintoista, situato a nord di Kyoto, sul Monte Kurama; è un luogo immerso nella natura, con una storia più che millenaria, dedicato a Taka-Okami-no-Kami, la divinità dell’acqua e della pioggia.

Il Kifune Jinja è situato ai bordi della montagna ed è adiacente al fiume Kibune; non è un unico santuario ma ed è composto da tre santuari distinti e leggermente distaccati tra loro su un percorso di 800m circa.

Il più conosciuto, che oggi è anche la sala principale dei tre, è Honguu; è il primo che si incontra salendo lungo la strada che costeggia il fiume; è un luogo molto fotografato, grazie alla sua lunga scalinata in pietra ai cui bordi sono presenti decine e decine di lanterne rosso vermiglio, che la rendono a dir poco meravigliosa; ancor di più se vista di sera quando le lanterne sono accese, durante l’inverno quando si ricoprono di neve o in estate/autunno, quando gli aceri e gli altri alberi che le sormontano sono di un vivido colore verde/rosso/arancio.

L’interno della Honguu non è proprio grande e vi si trova una statua in bronzo di due cavalli, uno scuro ed uno chiaro; in passato le delegazioni dell’imperatore che venivano in preghiera qui portavano come offerta dei cavalli: quello scuro simboleggia la richiesta di piogge (scuro come le nuvole temporalesche), quello chiaro simbleggio la richiesta di giornate serene (chiaro come le nuvole bianche).

Sempre qui è possibile provare la propria fortuna comprando degli omikuji abbastanza particolari, chiamati “mizuura mikuji”; essendo il Kifune dedicato al kami dell’acqua, gli omikuji di questo santuario sono dei fogli le cui predizioni compaiono solamente dopo averli immersi in acqua (una specie di inchiostro magico). E’ infatti presente una sorgente in cui immergerli dopo averi comprati; l’acqua pura che sgorga da questa fonte è chiamata “goshinsui”, che significa “acqua sacra”, è può essere anche bevuta.

Infine è presente un piccolo edificio dove vendono omamori, gli amuleti giapponesi e dove rilasciano goshuin.

Proseguendo lungo la strada verso nord, si raggiunge il secondo santuario (il terzo secondo l’ordine di visita) chiamato Yui-no-yashiro, o anche Nakamiya che significa “santuario di mezzo”. Qui risiede il kami Iwanagahime-no-Mikoto, divinità dei matrimoni.

In principio, le persone legavano dei lunghi e sottili fili d’erba lungo le recinzioni del santuario quando venivano qui per pregare per le loro relazioni; oggi però, per evitare una possibile “deforestazione” 🙂 nei dintorni del santuario, si utilizzano dei fogli di carta di colore verde come sostituti dei fili d’erba, su cui vengono scritte le proprie preghiere.

In realtà, le preghiere per le relazioni non si limitano unicamente all’ambito amoroso, ma a relazioni tra due persone/entità; quindi si può venire qui, ad esempio, per pregare per un incontro d’affari, per entrare in una determinata scuola o in una determina azienda.

Infine, l’ultimo dei tre santuari è Okumiya, il primo ad essere stato costruito e l’originale santuario Kifune. Anche qui, come nell’Honguu, risiede Taka-Okami-no-Kami, ed è qui che si trova la sacra barca gialla della legenda, nascosta sotto alcune rocce e ricoperta di muschio.

Quest’ultimo santuario fu distrutto da un alluvione nel 1046 e fu spostato e ricostruito un anno dopo, diventando l’attuale Honguu; a seguire, fu ricostruito un nuovo santuario sulle reliquie di quello distrutto, che prese il nome attuale di Okumiya.

Tra il 2005 ed il 2012 tutti e tre i santuari di Kifune sono stati restaurati in modo abbastanza massivo.

Concludiamo con una piccola curiosità: il Kifune è anche famoso per essere associato con un rituale chiamato “Ushi no toki mairi”. Questo rituale serve a maledire qualcuno ed è considerato tra i gli incantesimi più potenti; può essere tradotto come “la visita al santuario nelle ore del bue” perché va svolto tra le 01:00 alle 03:00 di notte, ovvero le ore in cui la notte è più buia, ed il mondo dei vivi e quello dei morti sono più vicini tra loro.

Per eseguire correttamente la maledizione servono più giorni e svariati passaggi, tra cui quello di costruire una bambola di paglia chiamata “wara ningyo” al cui interno è custodito un pezzo del soggetto da maledire o una sua foto ed attaccarla con un chiodo all’albero sacro del santuario… è anche importante non essere visti, altrimenti la maledizione rimbalzerebbe su chi la sta eseguendo.

 

Storia

La data di costruzione del Kifune Jinja non è conosciuta, ma la prima traccia di una usa ricostruzione risale a circa 1300 anni fa; si presume, quindi, che la sua nascita sia avvenuta molti anni prima, rendendolo uno dei santuari più antichi.

Una leggenda narra che nell’anno del bue, durante il mese del bue, e nel giorno del bue, Taka-Okami-no-Kami discese in terra per andare a risiedere all’interno di un grosso masso sulla montagna di Kibune, il Kagami Iwa, al fine di garantire la pace del Giappone e la felicità dei suoi cittadini.

Un’altra leggenda, invece, racconta che circa 1600 anni fa il kami Tamayorihime-no-Mikoto, ovvero la madre del primo imperatore del Giappone, apparì e disse: “Sono la madre dell’imperatore, Il kami dell’acqua, Taka-Okami-no-Kami, influenzerà la pioggia e arricchirà la terra portando prosperità alla nazione. Questo diffonderà la felicità e la fortuna tra la popolazione. Per questo costruirete un santuario dove la mia barca verrà a riposare.

E così i kami risalirono il fiume con una barca gialla, dalla baia di Osaka, passando per il fiume Kamo, fino ad arrivare al fiume Kibune, dove oggi è presente il santuario Okumiya di Kifune, che in origine era chiamato “Kifune-no-miya” ovvero il “santuario della barca gialla”.

Questo santuario ha sempre goduto di un grande rispetto da parte della famiglia imperiale e di tutta la sua corte, fin dal periodo Heian. Infatti, nel libro Nihonkyriakou, si racconta di un lungo periodo di siccità che portò la popolazione in una profonda crisi; per questo motivo l’Imperatore Saga andò a pregare presso il Kifune Jinja, invocando la potenza del kami per far tornare a piovere e fu accontentato.

Quest’evento rappresenta la più antica trascrizione storica che fa riferimento ad un imperatore in preghiera presso il Santuario Kifune (818 d.C.).

Ed è proprio qui che si racconta ebbe inizio la tradizione del Ema, le tavolette in legno shintoiste su cui i fedeli scrivono le proprie preghiere. In origine, l’imperatore portò dei cavalli in dono al kami, ma con tempo ci si rese conto che usare dei cavalli vivi per le preghiera era un po’ esagerato… per questo motivo vennero creati gli Ema, su cui era riportata l’immagine di un cavallo.

Questo fece sì che anche l’intera popolazione avesse la possibilità di pregare per i propri desideri con un offerta.

 

Mappa, come arrivarci

Indirizzo: 180 Kuramakibunecho, Sakyo Ward, Kyoto, 601-1112

Il santuario Kifune è raggiungibile a piedi dalla stazione Kibuneguchi in circa 20 minuti; nel caso, sempre da questa stazione, c’è anche il Kyoto Bus Route 33, che vi porta a 5 minuti a piedi dall’ingresso del santuario, ma io consiglio vivamente di farvela a piedi, il percorso è veramente scenico, soprattutto d’estate.

Per arrivare alla stazione Kibuneguchi è necessario prendere il treno della linea Keihan (direzione Kurama) alla stazione di Demachiyanagi.

 

Accesso, orari e costi

Giorni di chiusura
Aperto tutto l’anno.

Orari
Il santuario è aperto dalle 06:00 alle 20:00 dal 1 Maggio al 30 Novembre e dalle 06:00 alle 18:00 dal 1 dicembre al 30 aprile.

Durante l’illuminazione delle lanterne gli orari di apertura si prolungano leggermente.

Costi
L’accesso al santuario è completamente gratuito.

Sito in giapponese
Sito ufficiale del santuario Kifune

 

Galleria fotografica

Fabrizio Chiagano
Fabrizio Chiagano
Web Developer, UX e UI Designer. Abbastanza Nerd, appassionato di tecnologia, fotografia, cinema, documentari e marketing. Ovviamente, patito di anime, cucina e cultura Giapponese. Vivo a Milano ^_^

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