Yatsuhashi, il classico dolce di Kyoto

Yatsuhashi

Il dolce più classicco d Kyoto

Gli yatsuhashi sono i dolci più classici e caratteristici che si possono trovare a Kyoto; uno dei souvenir più acquistati da chi si reca a Kyoto, sia da viaggiatori giapponesi che stranieri. Ne esistono due diverse varianti, i yaki yatsuhashi (o semplicemente yatsuhashi) ed i nama yatsuhashi.

Entrambe sono preparate con farina di riso, acqua, zucchero e cannella. La faina di riso, nella ricetta originale non prevede di usare il riso glutinoso ma riso semplice, ma la versione preparata oggi ne prevede una parte, che può variare in base alla ricetta ed al pasticciere.

Ricordano la consistenza dei mochi e dei dango, essendo preparati sempre con farina di riso, ma sono meno “appiccicosi” visto la bassa percentuale di riso glutinoso.

Si trovano molto facilmente alla Kyoto station e lungo le strade più famose e frequentate di Kyoto, come Shijo, Kawaramachi e la zona di Gion.

Tipologie di Yatsuhashi

Gli yaki yatsubashi sono la versione più antica di questo dolce. Hanno una forma rettangolare e sono cotti al forno; la cottura li fa arrotondare dandogli una forma di tegola, o più esattamente la forma di un classico strumento musicale giapponese, il koto. Assomigliano a dei veri e propri cracker e diventano abbastanza duri da mangiare.

In questa variante la cannella si sente abbastanza, essendo l’unico aroma che compone la preparazione, e la scadenza si protrae per almeno 3 mesi dalla loro preparazione. Esiste anche una versione in cui metà cracker è affogato nella cioccolata, sia fondente che al latte o in vari gusti e colori.

Nama Yatsuhashi

I nama yatsuhashi, invece, sono la versione “cruda” degli yatsuhashi (per cruda, in realtà, si intende cotta al vapore) e la loro scadenza non supera praticamente mai i 15 giorni. Di questa ne esistono due varianti: la prima è formata da una striscia rettangolare identica alla versione “yaki”, con la differenza che la cottura è al vapore invece che nel forno; la seconda ha una forma di partenza quadrata e viene riempita al centro con un “qualcosa” che può variare dall’anko ad una pasta al tè matcha, dalle patate dolci alle fragole, dal limone al sesamo nero, quindi la pasta quadrata viene ripiegata su se stessa a formare un triangolo.

Gli ingredienti che possono essere usati come farcitura sono decine e decine, e dovrebbero cambiare in base alla stagione; ad esempio le castagne ed i kaki a novembre o i sakura a marzo/aprile. La marmellata di fagioli rossi, l’anko, rimane comunque l’ingrediente più classico e gettonato.

Anche la forma, negli ultimi anni, ha avuto qualche variante. Ad esempio i yatsuhashi al cioccolato, solitamente, sono dei rettangoli abbastanza lunghi, ripieni e ripiegati a metà su se stessi.

 

Origine e storia degli Yatsuhashi

Gli Yatsuhashi hanno due possibili origini. La prima, quella più storica e sicuramente quella più accreditata, fa risalire la sua origine alla seconda metà del 1600 ad opera di Yatsuhashi Kengyô, un musicista cieco di koto, molto apprezzato dalla corte imperiale di quel periodo. Fu lui a modificare la forma di questo strumento musicale per aumentarne la diffusione ed a creare la scala musicale Hirajōshi, ampiamente utilizzata nella musica giapponese ed anche da vari musicisti rock e jazz occidentali.

Si dice che Kengyô non volesse mai sprecare il riso rimasto dopo la cottura, così lo utilizzo per preparare dei senbei, ovvero dei cracker. Dopo la sua morte, i cittadini onorarono la sua maestria continuando a produrre questo dolce e dandogli il suo nome. Iniziò ad essere considerato un souvenir di Kyoto a partire dal 1900 e fu iniziato ad essere prodotto industrialmente solo nel 1970.

L’altra origine, invece, quella ritenuta meno valida, viene associata alla forma del ponte Yatsuhashi, situato nella prefettura di Aichi, che si dice fu di ispirazione ad un pasticciere che la copiò per realizzare un nuovo tipo di dolce.

Fabrizio Chiagano
Fabrizio Chiagano
Web Developer, UX e UI Designer. Abbastanza Nerd, appassionato di tecnologia, fotografia, cinema, documentari e marketing. Ovviamente, patito di anime, cucina e cultura Giapponese. Vivo a Milano ^_^

VadoInGiappone.it Social

Hotel in Giappone



Booking.com