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Itinerario di viaggio alternativo nel Tohoku

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Il Giappone evoca una terra dai molti contrasti dove tradizione e innovazione convivono quotidianamente: da una parte troviamo i grattacieli di Tokyo, dall’altra i templi e i giardini di Kyoto…

Questo è il binomio che contraddistingue un Paese che suscita grande interesse tra le fasce più ampie di viaggiatori; sicuramente per un primo viaggio “classico” in Giappone ci sono tappe irrinunciabili quali appunto Tokyo, Kyoto, Nara… ma queste, spesso, ci rimandano un’immagine del Paese che non apporta nulla di nuovo alla nostra conoscenza.

La realtà, invece, può stupirci più di quanto si possa immaginare perché il Giappone è un Paese variegato come pochi altri al Mondo per via della sua estensione longitudinale ed altre caratteristiche morfologiche.

Dai Parchi Naturali dell’Hokkaido alla barriera corallina di Okinawa troviamo una biodiversità che poche altre destinazioni offrono: quando si scopre questa realtà la cosa lascia stupefatti ed incuriositi, col desiderio di scoprire sempre di più, andando oltre i limiti che avevamo posto al nostro viaggio “classico”.

Mi chiamo Stefano Longo e mi occupo, sia per passione sia per lavoro, di viaggi in Sol Levante; ho accompagnato in Giappone personalmente oltre 700 persone e sono il fondatore di VolcanoHub, realtà specializzata nella creazione e organizzazione di Viaggi Esperienziali in Giappone.

Potrei raccontarvi diverse avventure di viaggio, dallo Shikoku alle esperienze nei villaggi d’Hokkaido, passando per le varie isole tropicali: tutte esperienze di viaggio interessanti, particolari e inaspettate, fuori dalle solite rotte, ma per far questo, probabilmente, servirebbe una pubblicazione a parte.

Pertanto vi parlerò di un mio viaggio “alternativo” specifico, che mi piacerebbe ripercorrere con voi, viaggiatori curiosi di Giappone. Pronti?

Andiamo nel nord del Giappone, o meglio, nel nord dell’isola di Honshū (quella più grande e principale dove si trovano Tōkyō, Ōsaka, Kyōto, Kobe, Hiroshima per intenderci!): vi vorrei portare nella grande regione del Tōhoku (letteralmente “nord-est”).

Nonostante il disastro della centrale di Fukushima avvenuto nel 2011 che ha devastato parte della costa nord-orientale, da un punto di vista territoriale l’interno non ha subito danni particolari ed è rimasto, fortunatamente, intatto. Sono certo che potrà stupirvi per la bellezza dei paesaggi e delle diverse attrazioni naturalistiche.

Il Tōhoku è probabilmente una delle aree più incontaminate e selvagge del Giappone ed è in gran parte ancora inesplorata e inaccessibile. Effettivamente mi sono sentito quasi come Matsuo Bashō (noto poeta e viaggiatore giapponese vissuto nel XVII secolo) durante uno dei suoi viaggi in cerca di ispirazioni, perché ho vagato con ogni mezzo e macinato chilometri su chilometri… ma ne è valsa la pena visto che oggi mi porto dentro una grande esperienza di viaggio che ora posso condividere con voi.

 

Quando è meglio andare nel Tōhoku?

Premetto che ho effettuato il mio viaggio nella seconda metà di aprile e personalmente ritengo che sia un periodo ottimo anche per ammirare la fioritura dei ciliegi, che qui arriva, in generale, proprio in questo periodo.

Belli anche maggio e giugno, poi da ottobre a metà novembre (in particolare fine ottobre-inizio novembre) per lo spettacolare foliage autunnale, in giapponese chiamato momiji, che decisamente impressiona perché è come se i boschi prendessero fuoco con colori che dal rosso accesissimo vanno al giallo.

L’estate offre una natura rigogliosa, una temperatura mite (quindi ideale per fuggire dalla calura di Tokyo) e moltissimi matsuri (i festival shintoisti giapponesi).

Se poi siete appassionati di sci e terme, il periodo migliore è l’inverno: immaginate, la sera, dopo le fatiche delle esplorazioni diurne, di immergervi in un meraviglioso onsen (quelli all’aperto si chiamano rotenburo), magari contemplando la natura circostante innevata… Insomma, il Tohoku è bello tutto l’anno, dipende dai vostri interessi personali! 🙂

 

Quale itinerario compiere e quanto stare?

Idealmente avere una macchina per spostarsi nelle destinazioni più remote sarebbe comodo, ma vi riporto qui un’idea di itinerario discretamente semplice, considerando che per diverse tratte potrete usare gli shinkansen (treni ad alta velocità). Inoltre si partirebbe da Tokyo.

Per praticità cerco di concentrarmi sulle tappe che a mio parere sono più interessanti, facendo una stima di 5/6 giorni di viaggio: in questo modo, se vorrete, potrete unire questo itinerario con una parte di viaggio più classica, oppure proseguire in Hokkaido.

 

1° giorno (prefettura di Yamagata)

Partiamo con lo shinkansen dalla “Tokyo Station” ed arriviamo direttamente a Yamagata (circa 150 minuti se si prendete il diretto, se no si cambia a Sendai).

Sendai è la più grande città del Tohoku e, per quanto abbia qualche attrazione interessante, non mi fermerei in questo viaggio a meno che non sia luglio-agosto (data variabile), perché in quei giorni è possibile assistere al “Sendai Tanabata Matsuri” (“Festa delle Stelle”), uno dei festival più sentiti del Giappone.

Arrivati a Yamagata prendiamo quindi un altro treno locale per raggiungere Yamadera (15 minuti circa), la nostra prima tappa.

Yamadera è un suggestivo tempio buddhista caratterizzato da numerosi edifici incastonati sulla montagna, quasi nascosti tra la fitta vegetazione. Merita sicuramente una visita.

La sera ci spostiamo (con un bus dalla stazione dei treni JR di Yamagata, circa 40 minuti) per il pernottamento nella piccola città termale termale di Zao Onsen. Una particolarità invernale di questa zona, oltre alle terme, sono gli alberi ghiacciati che sembrano veri e propri “mostri”: le conifere qui presenti creano sicuramente nel visitatore un’atmosfera unica, impossibile da dimenticare. Inoltre, se vi piace sciare, a Zao Onsen avrete di che divertirvi!

Se le terme sono uno dei vostri interessi principali, si può valutare di andare fino a Ginzan Onsen e pernottare in un ryokan lungo il fiume, ma va considerato che la distanza è maggiore e i collegamenti più complessi. Ad ogni modo, tra un paio di giorni in questo viaggio vi porterò in una zona termale che personalmente reputo tra le migliori di tutto il Giappone…

 

2° giorno (prefettura di Miyagi)

Oggi ci spostiamo verso Sendai, da dove prenderemo un treno locale per arrivare a Matsushima, più precisamente potremo scenderemo a Matsushima-Kaigan (circa 40~50 minuti).

Matsushima, o meglio “Matsushima Kaigan” (“La baia di Matsushima”) è uno dei “Nihon Sankei”, ovvero “I tre grandi panorami del Giappone” (gli altri sono l’isola di Miyajima e Amanohashidate).

La baia di Matsushima accoglie circa 260 isolotti ricoperti da pini. Raccomando di fare un giro con il battello (circa 1.500 yen) per poter ammirare al meglio le loro singolari forme.

Tornando sulla terraferma visitiamo dei monumenti, tra cui lo Zuigan-ji, un favoloso tempio buddhista. Lungo la costa noteremo anche il Godai-do, un tempietto che è su un isolotto collegato alla terraferma da un piccolo ponte rosso.

 

3° giorno (prefettura di Iwate)

Ripartiamo da Matsushima per dirigerci verso la Valle di Tono, una zona davvero remota e sconosciuta ai più, che a mio parere ha un grande fascino dato dalle leggende locali, in particolare quelle collegate a “kappa”, una creatura a metà tra un uomo e una rana, appartenente agli “yokai”, ovvero gli spiriti del folklore giapponese che alimentano la mitologia giapponese.

Il modo migliore per scoprire la Valle di Tono è probabilmente quello di affittare una biciletta e muoversi in libertà lungo il fiume, in particolare la zona orientale.

Ci dirigiamo subito verso un piccolo santuario shintoista chiamato Unedori-sama, dove si celebrano i matrimoni e caratterizzato da strisce di stoffa rossa appese ad un pino: si narra che le donne che legheranno (con la mano sinistra) la stoffa rossa troveranno l’anima gemella.

Proseguiamo a piedi nei boschi sopra al santuario e raggiungiamo le statue dei Gohyaku Rakan (i 500 discepoli del Buddha) ricoperte dal muschio. E’ sicuramente uno scenario indimenticabile per via della misticità del bosco unito alla visione delle tante statue che sembrano in contemplazione eterna.

A seguire ci spostiamo nella parte occidentale della Valle per raggiungere il tempio Joken-ji, dietro al quale troviamo un piccolo stagno con un ruscello (Kappa-buchi) e un altarino dedicato ai kappa, infatti si dice che ne vivano numerosi in questo luogo.

A Tono è possibile pernottare in delle tipiche fattorie, personalmente l’ho fatto e l’esperienza è stata straordinaria perché in questi luoghi il tempo pare essersi fermato!

 

4° giorno (prefettura Akita)

In questa giornata ci spostiamo, come anticipavo, in una delle zone termali giapponesi che finora mi hanno colpito di più (e posso dire di averne viste davvero tante!): Nyuto Onsen.
Avendovi fatto arrivare “ai confini del mondo”, ovvero a Tono, le distanze appaiono lunghe, ma ad ogni modo sono sostenibili e ne sarà valsa decisamente la pena.

Prendiamo il treno locale fino a Morioka, quindi lo shinkansen per Tazawako, ovvero “lago Tazawa” (circa 180-200 minuti tutto il tragitto).

Se arriviamo in mattinata possiamo fare un semplice giro “circolare” con un bus che parte proprio davanti alla stazione, perché il paesaggio è davvero molto suggestivo.

Il lago Tazawa è il più profondo del Giappone (432 metri) e si è formato da una caldera vulcanica. Inoltre esiste una leggenda avvincente, quella di Tatsuko, una ragazza dotata di una rara bellezza che desiderava conservare per l’eternità. Non mi soffermo su questa storia ma specifico che lungo le sponde del lago vedremo la statua dorata della giovane. Nel percorso circolare troveremo anche un piccolo santuario (Gozanoishi Jinja) con un torii rosso che si affaccia proprio sul lago.

Una volta tornati dalla breve escursione alla stazione di Tazawako ci dirigiamo finalmente verso la zona termale di Nyuto Onsen con un autobus.

Qui avremo a disposizione diverse strutture da scegliere. Unica nota importante è quella di accordarsi con anticipo sull’orario in cui ritrovarci perché l’autobus pubblico non ferma davanti agli hotel/ryokan, pertanto dovranno venire a prendere i clienti al terminal.

Oltre a poter godere degli onsen nel relax assoluto, mangeremo benissimo: le strutture preparano eccellenti pietanze con verdure di montagna che sono genuine e saporite.

Molte terme sono all’aperto e l’acqua è caratterizzata da un colore bianco opaco al punto da sembrare quasi latte (infatti il nome vuol dire letteralmente “sorgente termale per capezzoli”!).

 

5° giorno (prefettura Aomori)

Certo è che nel Tohoku ci starei per settimane, ma ho premesso che vi avrei raccontato di un itinerario di 5/6 giorni (sigh!), pertanto quella che seguirà sarà l’ultima tappa del nostro viaggio.

Dopo la nostra “missione benessere” torniamo a Tazawako e prendiamo il treno per Hirosaki (150 minuti circa). Dovremo fare almeno un cambio.

Hirosaki è una cittadina particolarmente godibile durante la fine di aprile e inizio maggio, quando si può assistere ad una fioritura dei sakura a dir poco spettacolare.

Hirosaki è sempre stata una importante città nel Tohoku dal punto di vista culturale poiché è elegante e dotata di una sua forte identità, inoltre ha ben preservato il centro storico dove troviamo diverse attrazioni e punti di interesse.

Partiamo da una passeggiata distensiva nel Parco di Hirosaki (“Hirosaki koen”), raggiungibile a piedi dalla stazione in 20 minuti circa. Nel parco (oltre alla possibile fioritura) è possibile visitare il castello anche se quello che vedremo è una ricostruzione (come molti castelli in Giappone andati distrutti).

A seguire non possiamo perderci il “quartiere dei templi” ed il suo complesso principale, il Chosho-ji.

Termineremo la serata in bellezza in una izakaya dove si mangia molto bene. Se però vogliamo “perderci” dentro un edifico dedicato al cibo e provare tanti sapori non perdetevi il “Kadare Yokocho”. Esperienza memorabile garantita!

 

6° giorno

Lo shinkansen ci aspetta (si fa per dire perché, come è noto, spaccano il secondo…) e sarete voi a decidere quale sarà la prossima tappa: se tornare a Tokyo, se proseguire per il selvaggio Nord o se andare altrove.

Ovviamente i luoghi che vi ho presentato sono un’idea di percorso già testato, allugando i tempi del viaggio potrete viaggiare con più calma o visitare altre destinazioni; inoltre, non mi sono soffermato su ogni dettaglio, ma vi do qualche altro spunto per arricchire il vostro viaggio (anche se l’itinerario così strutturato è già di tutto rispetto!):

  • Isola di Sado (pref. Niigata): isola dove godere della natura selvaggia, conosciuta anche per il gran numero di matsuri che vi si celebrano (più che in ogni altro posto del Giappone!)
  • Kitakata (pref. Fukushima): cittadina conosciuta per i caratteristici “kura” (magazzini tradizionali) convertiti in negozi, per il sakè e il ramen.
  • Naruko Gorge (pref. Miyagi): “Gola di Naruto”, luogo fantastico per ammirare i colori autunnali
  • Dewa Sanzan (pref. Yamagata): tra le montagne più sacre del Giappone, luogo di pellegrinaggio e spiritualità
  • Lago Towada (pref. Aomori): il più grande lago vulcanico dell’Honshu
  • Penisola di Shimokita (pref. Aomori): località remota dove si trova l’”Ozore san”, un vulcano ritenuto il Purgatorio Buddhista.

Spero che le informazioni riportate abbiano stimolato la vostra curiosità e la voglia di “spingervi oltre”, o magari di viaggiare insieme. Per qualsiasi necessità nell’organizzazione di viaggi in Giappone sentitevi liberi di contattarmi!

Grazie per la lettura… e Buon Viaggio!

P.S. Ho creato una mappa virtuale con tutti i punti di interesse di questo itinerario, penso che vi sia utile per avere un colpo d’occhio.

 

Stefano Longo
Stefano Longohttps://volcanohub.com
Orientalista con una tesi di ricerca sugli indigeni del Giappone (gli Ainu), ha vissuto e viaggiato in tutte le isole principali del Sol Levante, paese con il quale ha rapporti sin dal 2000. Ancora oggi Stefano adora viaggiare nel Paese per scovare e condividere nuove proposte con i suoi attenti e curiosi viaggiatori. Stefano è un professionista nel mondo del Turismo da più di 10 anni: è fondatore di www.volcanohub.com, realizza viaggi “su misura” e fa da accompagnatore sia per conto di VolcanoHub che per conto di Agenzie di Viaggio e Tour Operator.