Guida

Il Tempio Manshuin, chiamato anche Manshuin-Monzeki, appartiene alla setta Tendai del buddismo giapponese ed è uno di quei templi a cui la maggior parte dei turisti non presta minimamente attenzione. E’ situato nella parte nord orientale di Kyoto, non lontano dal tempio Enkoji, ed è rinomato per il suo stile architettonico Shoin, composto da pavimenti in tatami e porte scorrevoli in legno, che tutt’oggi sono ritenute caratteristiche classiche delle abitazioni giapponesi.

La parola Monzeki, che fa seguito al nome del tempio, indica che i sacerdoti che ne erano a capo in passato facevano parte della famiglia imperiale o ne erano strettamente vicini.

La strada che porta al Tempio Manshuin è alquanto anonima, si erge in una zona tranquilla e poco trafficata, tanto che ad un certo punto non ero più così convinto che fosse la strada giusta, ma Google Maps diceva di proseguire, ed allora… 🙂

Personalmente la parte che mi ha colpito di più di questo tempio è stato sicuramente il giardino situato all’interno, sul retro; è realizzato in stile Karesansui, che significa “Giardino con stagno senz’acqua”, infatti l’acqua viene rappresentata da piccoli sassolini di ghiaia bianca. Vi è anche una cascata in pietra, a simboleggiare una vera cascata d’acqua, da cui partono i ruscelli di sassolini bianchi; ci sono poi i due isolotti, chiamati “gru” e “tartaruga”; sulla prima è presente un albero di pino pentaphylla di più di 400 anni modellato per assumere la forma di una gru, mentre sul secondo sono presenti varie piante di azalee del tipo Kirishima, che all’inizio di maggio colorano l’intero giardino di rosso.

Subito dopo l’ingresso, avendo cura di togliersi le scarpe prima di entrare come in quasi tutti i templi (che con il freddo di gennaio è tutto dire), si segue il percorso indicato che vi farà visitare tutte le stanze del Manshuin-Monzeki, ognuna con una sua caratteristica (solitamente un dipinto) che dà il nome alla stanza stessa. Troviamo quindi:

  • La camera della Tigre, dipinta da Kano Eitoku nel Periodo Momoyama
  • La camera dei Bambù, con dipinti sulle porte scorrevoli
  • La camera del Pavone, dipinta da Ganku a metà del periodo Edo
  • La camera della Cascata, dipinta da Kano Tanyu all’inizio del periodo Edo
  • La Grande Shoin, contiene alcune importanti proprietà culturali ed è un perfetto esempio di architettura Shoin; qui sono conservate anche le lapidi commemorative dei precedenti sacerdoti e la statua di Amida Nyorai
  • La Piccola Shoin, un’altra stanza che rappresenta perfettamente lo stile architettonico Shoin; qui è presente anche una piccola stanza da tè
  • La camera del Mt. Fuji, dipinta da Kano Tanyu
  • La camera del Tramonto, dipinta anch’essa da Kano Tanyu
  • La camera dei Focolare rotondo, ovvero la stanza da tè quotidiana del tempio

Il tempio Manshuin è anche famoso per i colori autunnali degli aceri. C’è ne sono parecchi piantati sul perimetro esterno del tempio e nella parte est; nel mese di novembre viene prolungato anche l’orario di chiusura per permettere ai visitatori di ammirare appieno le foglie rosse e gialle degli aceri, accuratamente illuminate.

All’interno è vietato fare fotografie, ad eccezione del giardino principale.

 

Storia

Il tempio Manshuin fu fondato nell’VIII secolo d.C. da Dengyo Daishi (Saicho); in origine era situato nella valle a nord del Monte Hiei ed era conosciuto con il nome di Tobibo. Nel 957 d.C. l’allora abate del tempio, Zesan Kokushi, fu nominato con un ordine imperiale ad essere capo sacerdote anche del nuovo santuario Kitano. Tra il 1108 ed il 1109, il tempio cambiò il suo nome da Tobibo all’attuale Manshuine ed all’inizio del periodo Edo (1603-1868) Ryosho, il secondo figlio di Katsura-no-miya Toshihito, lo spostò nella sua posizione attuale contribuendo notevolmente alla sua ricostruzione. Fu proprio Ryosho che strutturò il giardino e gli edifici del tempio secondo lo stile architetturale Shoin, molto simile a quello della Villa Indipendente di Katsura.

 

Mappa, come arrivarci

Manshuin è raggiungibile utilizzando l’autobus n.5, scendendo alla fermata Ichijoji Shimizucho e percorrendo il resto della strada a pieni in circa 20 minuti. Eventualmente, se si vogliono visitare gli altri templi della zona, è anche possibile, sempre con il bus 5, scendere alla fermata Ichijojisagarimatsu e farsi a piedi il tragitto che percorre tutti i templi della zona come, ad esempio, il Tanukidani-san Fudo-in.

 

Accesso, orari e costi

Giorni di chiusura
Sempre aperto tutto l’anno.

Orari
Il tempio è aperto dalle 09:00 alle 17:00 (ultimo ingresso fino alle 16:30). Nel mese di novembre, in pieno Momijigari, l’orario di chiusura viene posticipato alle 21:00 circa.

Costi
Gli adulti pagato 600 JPY di ingresso, gli studenti 500 JPY o 400 JPY in base alla loro età.

 

Galleria fotografica

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