Home Esperienze e Diari di viaggio Diario di viaggio di Ohioja
Diario di viaggio in Giappone di Ohioja

Diario di viaggio di Ohioja

Ciao !!! Prima di raccontarvi del mio ultimo viaggio mi pare giusto presentarmi 🙂 Mi chiamo Ylenia, lavoro in uno studio di tatuaggi, nel tempo libero faccio amigurumi e ricamo, e negli ultimi anni appena posso scappo in Giappone!

Cerco di ritagliarmi un piccolo spazio tra le mille cose stupende di quel paese, non sono un’amante di Tokyo, né di geishe e samurai… amo il loro folklore, le loro leggende e cerco ovunque yōkai. Se posso visito zone un po’ meno turistiche, ma non mi stanco mai di Kyoto, mi rilassa stare nei templi (ho una seconda identità di cute omikuji & ema hunter), colleziono Sato-chan, Pon de lion e qualsiasi altro characters carino; impazzisco per le mascot delle prefetture!

 

Itinerario di viaggio

Novembre 2019: Ōsaka, Matsue, Izumo, Sakaiminato, Kurashiki, Okayama

 

Ōsaka e Sumiyoshi Taisha

Dopo il viaggio infinito arrivo all’aeroporto del Kansai verso le 9 del mattino, giusto il tempo di correre da Lawson a prendere Hojicha & Onigiri che poi finalmente prendo il treno per Ōsaka.

Diario di viaggio di Ohioja: Sumiyoshi

Il piano di oggi è quello di visitare il Sumiyoshi Taisha e un altro piccolo jinja e poi mangiare tantissimo, non ho pianificato grandi cose perché starò qua solo per una notte, come appoggio prima del viaggio di domattina (scusami, io ti amo lo sai, ma a questo giro faccio solo una toccata e fuga).

Per arrivare al santuario prendo il tram della linea Hankai, gli unici tram rimasti in città con una storia di più di 100 anni, che mi lascia proprio davanti all’entrata principale! Dopo pochi minuti ecco la superstar: il ponte Sori-hashi, che crea un arco straordinariamente alto sopra allo stagno. Foto ricordo obbligatoria.

Il Sumiyoshi Taisha ha uno stile unico di architettura sacra, chiamato Sumiyoshi-zukuri (sono una nerd e queste cose mi gasano tantissimo). Oggi è affollatissimo, quindi mi faccio la mia passeggiata senza dare troppo disturbo e mi sposto verso la zona retrostante, più tranquilla, saluto un enoooorme albero che si dice abbia 1000 anni e che è venerato come divinità e arrivo al Nankun-sha, casa dei famosissimi Shofuku-Neko ❤ (sono dei piccoli maneki neko che indossano un abito tradizionale, super carini).

L’altra tappa fondamentale è visitare il Seimei Jinja, che per fortuna è sulla linea del tram.
Questo jinja piccolo piccolo si trova nel luogo dove pare sia nato Abe no Seimei, che per chi non lo sapesse è stato il più famoso onmyōji del Giappone (nonché figlio di una Kitsune). Ha un’atmosfera stupenda, un Ema deliziosa che raffigura Abe e una Kitsune, e per chi volesse e sa il giapponese c è anche un fortune teller!

La giornata è finita, è arrivato il felice momento di mangiare, e quale posto migliore se non qua a Ōsaka?!?

 

Matsue

Diario di viaggio di Ohioja: Matsue

Sveglia presto, anche grazie al jet lag, e via verso Matsue, nello Shimane!

Questa prefettura non è tra le più famose per noi turisti; io ho iniziato a conoscerla (e a volerla visitare) da quando mi sono appassionata alla mitologia e al folklore giapponese. Il viaggio in treno è stupendo, attraverso zone rurali, poi montagne, costeggio fiumi, per poi arrivare a Matsue.

Vado al mio ostello a lasciare tutto e poi passo la giornata a passeggiare per questa città “acquatica”, vado al castello che mi dicono essere uno dei 12 originali rimasti, cerco tutti i gadget di Shimanekko (la mascot della prefettura), assaggio i famosi Izumo soba e prima di morire in ostello vado a salutare il lago Shinji, un saluto veloce perché si vola via dal vento, il tempo è un po’ matto da queste parti.

 

Kumano Taisha Shrine & Izumo Taisha

Diario di viaggio di Ohioja: Kumano

Oggi ho pianificato di visitare il Kumano Taisha e il Kamosu Shrine; appena pronta vado al centro informazioni a chiedere info su come arrivarci, visto che non sono in una zona centrale. Infatti ci metto un po’ ad arrivare, inizio dal Kumano, che è quello più lontano.

Piove ma chisene, tutto è bellissimo, lui è stupendo, in legno scuro, ai margini del bosco, ma sembra un tutt’uno con la natura. Rimango qua sotto la pioggia per un sacco, guardo i dettagli, saluto il kami qui venerato, Susanoo, e mi metto in coda per avere il goshuin, poi aimè devo riprendere il bus.

Scendo a una fermata in mezzo al nulla e dopo aver camminato sempre nel nulla arrivo al Kamosu Shrine, che è anche tesoro nazionale. La scala in pietra all’entrata crea un’atmosfera solenne e isolata. Stupendo.

Tornata in ostello, bagno bollente, e poi cena a base di Oden in un ristorantino informale e rumoroso con vista sul fiume. Domani finalmente vado a Izumo!

Aspettavo questo viaggio da anni, quindi mi sono svegliata all’alba tanto ero gasata. Per arrivare a Izumo è tutto molto facile e veloce, poco più di un’ora di treno e ci sono! Noto subito che oltre a me ci sono altre 745453 persone, ma ci sta, Izumo Taisha è uno dei santuari più importanti e antichi del Giappone, l’atmosfera qui è palpabilmente sacra (potrei scrivere mille cose da nerd Shinto quale sono, ma eviterò).

Mentre esploro l’area faccio foto ricordo per dei gentili signori, ricerco le tipiche Ema, incontro due corgi, prego alla maniera di Izumo, mentre sono in fila per il goshuin faccio amicizia con una famiglia di Ōsaka e scatto una polaroid alla mega corda sacra Shimenawa, direi che va tutto bene.

Prima di riprendere il treno vado alla spiaggia di Inasa no Hama, con la sua grande roccia nell’oceano… e l’immancabile vento. Secondo la tradizione otto milioni di kami si radunano su questa spiaggia all’inizio del kamiarizuki, il mese in cui kami stanno a Izumo Taisha per il loro incontro di 7 giorni.

 

Sakaiminato

Diario di viaggio di Ohioja: Sakaiminato

Prima di lasciare Matsue ho tempo per andare a visitare la casa museo di Lafcadio Hearn e il Gesshoji, tempio famoso per la fioritura delle ortensie (peccato che siamo a novembre).
Mi dispiace andare via, Matsue è una città davvero deliziosa, MA, mi aspetta Sakaiminato, città natale del mio amatissimo Shigeru Mizuki, maestro mangaka nonché grande esperto di yōkai e folklore.

Ero stata qua 4 anni fa per visitare il suo museo, e questa volta l’ho trovata un pochino cambiata; Ken, il signore della guesthouse mi ha detto che circa un anno fa hanno fatto un piccolo restyling. Qua tutto è a tema yōkai, anzi per la precisione a tema Ge Ge no Kitaro – l’opera più famosa del Maestro; negozi, lampioni, dolcetti, tutto. Quindi è tutto bello!

Mangio in un ristorante consigliato da Ken, e poi corro all’onsen locale proprio dietro la stazione, a quanto pare qua accettano anche noi coi tatuaggi!

Il giorno successivo inizia con colazione tradizionale a base di granchio! Sakaiminato è un porto ittico e la specialità è proprio il granchio, buono ma impegnativo alle 8 di mattino. Oggi torno al museo Mizuki, sono abbastanza ossessionata da lui e i suoi lavori quindi un giro ce lo faccio sempre volentieri, in più visto che ho tempo faccio anche lo Stampu Rally, collezionando tutti gli stamps a tema yōkai che trovo sulla Shigeru Mizuki Road e vinco un certificato, giusto per la gloria.

Prima di pranzo vado a visitare lo Yōkai Shrine, compro il set di Ema, e anche dei gadget (pochi ma buoni); subito dopo pranzo vado a visitare il Miho Shrine, dedicato a Ebisu e i suoi dintorni, ovvero il paesino di Mihonoseki, un piccolo porto incastrato in una piccola baia, tutto piccolo e tutto bello. Hideki Yukawa, Premio Nobel giapponese ha detto che Mihonoseki è il luogo in cui si trovano le radici dell’anima giapponese.

 

Okayama

Diario di viaggio di Ohioja: Ostello di Okayama

Oggi torno a Okayama, ma prima faccio una breve tappa a Kurashiki.

Il motivo è che ho scoperto che qua c‘è un museo a tema giocattoli tradizionali, che si trova proprio davanti ai famosi canali. Non so molto della città, ma mi piace molto, pranzo con delle crocchette incredibili, consigliate da un passante gentile, e poi vado a visitare il museo che è piccolo ma ha una selezione incredibile, consigliatissimo!

Nel tardo pomeriggio arrivo al mio ostello, l’ho scelto perché al suo ingresso, proprio come ingresso ha un vecchio Torii. Oggi sono stanca morta quindi il resto della serata lo passo a passeggiare, mangiare e vado a dormire alle 9.

 

Kibitsu Shrine

Diario di viaggio di Ohioja: Kibitsu

Oggi gita a tema Momotaro. La prima cosa che faccio è andare a salutare la sua statua che si trova davanti alla stazione, poi prendo un treno rosa sulla Momotaro Line e dopo un piacevole viaggetto arrivo al Kibitsu Shrine, che è strettamente associato alla figura che si pensa abbia ispirato il famoso racconto popolare, il kami venerato qui.

L’edificio è imponente e con i colori dell’autunno è davvero WoW !

Altro spot super famoso è l’ampio corridoio coperto, lungo 400 metri, che lo collega ad un edificio secondario. E proprio qua si trova la cosa che mi incuriosisce di più, in questo piccolo tempio, buio e semichiuso si pensa ci sia la testa di un Oni sigillata dal kami sotto ad una pentola d’acciaio, intorno a questa pentola si svolge un rituale e il rumore che proviene da là sotto è proprio il gemito dell’Oni.

Ultima tappa; dopo una passeggiata in campagna arrivo al Kibitsuhiko Shrine, qua ad accogliermi trovo quella che si dice sia la lanterna di pietra più alta del Giappone, una statua di Momotaro e tantissime Ema e omikuji a forma di pesca, rosa ovunque!

Mi dispiace ma non ho più tempo per visitare la città, la prima parte del mio viaggio di un mese finisce qua, ed anche il mio diario di viaggio in queste zone meno conosciute ma splendide!

Domani ho il treno per la mia amata Kyoto, dove passerò i prossimi 15 giorni e mi servirebbe un altro diario di viaggio per raccontarli tutti!

Fabrizio Chiagano
Fabrizio Chiagano
Web Developer, UX e UI Designer. Abbastanza Nerd, appassionato di tecnologia, fotografia, cinema, documentari e marketing. Ovviamente, patito di anime, cucina e cultura Giapponese. Vivo a Milano ^_^

VadoInGiappone.it Social

Hotel in Giappone



Booking.com