HomeCuriosità e notizie sul GiapponePrima asta dei tonni al mercato del pesce di Tokyo

Prima asta dei tonni al mercato del pesce di Tokyo

Anche quest’anno i primi giorni di gennaio, con l’avvento del nuovo anno, si è tenuta a Tokyo la prima asta dei tonni. Un evento che negli ultimi anni ha acquistato un notevole risalto mediatico per via della gigantesca cifra che viene pagata per aggiudicarsi la prima asta.

Una cifra che alla fin fine non rispecchia per nulla il valore reale del tonno che si sta acquistando; più che altro è una pratica di marketing: perché spendere soldi in pubblicità non solo locale, ma a livello mondiale, quando tutti i giornali, tv e siti internet parlano di te, anche se solo per un giorno?

Fino al 2019 le aste dei tonni venivano tenute nel mercato del pesce di Tsukiji, ma da poco prima del 2020 quest’ultimo è stato spostato nel vicino quartiere di Toyosu, cambiando totalmente pelle (e a detta di molti di “carattere”, me compreso).

Si è passati da un ammasso di banconi di vendita sia all’ingrosso che al dettaglio, da un via vai di carrelli elevatori a tutta velocità strapieni di pesci di ogni tipo, da un luogo quasi sudicio ad un complesso moderno e del tutto nuovo, dove i visitatori ed i turisti non possono entrare in contatto con i venditori (come avveniva prima) ma possono visitare con lo sguardo cosa accade da appositi corridoi ai piani alti, provvisti di vetrate, che circondano la parte bassa della struttura dove si svolgono le attività commerciali, ed allo stesso modo le famose e mattutine aste dei tonni.

Per sette anni, ahimè non consecutivi, l’autoproclamato “Re dei tonniKiyoshi Kimura, il titolare di una delle più famose (e buone) catene di sushi del Giappone, Sushi Zanmai, si è aggiudicato la prima asta dei tonni che si tiene ad inizio anno.

Nel 2020 la cifra pagata è stata di più di 2.7 milioni di euro (333,6 milioni di yen) per un unico esemplare di tonno rosso del peso di 278 kg (612 libbre); una cifra pari a circa 9.712 euro al Kg…

Con quella del 2020, Kiyoshi Kimura ha superato la sua precedente offerta più alta mai fatta, ovvero quella del 2013, quando pagò 1.6 milioni di euro per un tonno di 489 libbre.

Nel 2018 il proprietario di Sushi Zanmai perse l’asta, perdendo anche il primato di anni consecutivi, quando Hiroshi Onodera, il proprietario della lussuosa catena Sushi Ginza Onodera, vinse il primo tonno rosso dell’anno, da 405 kg, pagandolo circa 280.000 euro.

Anche nel 2022, la Sushi Ginza Onodera si è aggiudicata la prima asta dell’anno, questa volta pagando 16.88 milioni di yen (circa 130.000 euro) un tonno rosso di 211kg pescato ad Oma, nelle prefettura di Aomori; cifra calante rispetto agli anni precedenti, soprattutto per i problemi della ristorazione dovuti al Covid19.

C’è da dire, purtroppo, anche un’altra cosa in merito ai tonni rossi. Già da diversi anni sono una specie a rischio di estinzione per l’eccessivo sfruttamento ittico e la pesca senza limiti, visti gli alti guadagni. Pensate che l’80% di tutti i tonni rossi pescati nel mondo va a finire in Giappone per diventare quasi sempre sushi e sashimi.

E come già avviene per le balene, il governo Giapponese ha deciso di distaccarsi da qualunque accordo mondiale per la tutela e la ripopolazione della specie. Anche perché i tonni più pregiati vivono in media 40 anni e nonostante abbiano provato ad allevarli in cattività, il ciclo produttivo sarebbe troppo lungo…

 

Fonte: nytimes e the-japan-news

Fabrizio Chiagano
Fabrizio Chiagano
Web Developer, UX e UI Designer. Abbastanza Nerd, appassionato di tecnologia, fotografia, cinema, documentari e marketing. Ovviamente, patito di anime, cucina e cultura Giapponese. Vivo a Milano ^_^