Per potersi recarsi in Giappone è necessario avere un passaporto in corso di validità (mi raccomando, il passaporto deve essere valido fino al vostro ritorno) e siccome l’Italia fa parte di una delle 68 nazioni (aggiornamento di luglio 2017) che ha accordi con il Giappone per il “regime di esenzione dal visto”, ci si può recare nel paese nipponico senza permessi particolari e senza nessun visto, basta solo il passaporto. Niente di più comodo!

Per gli italiani è possibile soggiornare in Giappone fino ad un massimo di 90 giorni consecutivi come turisti, senza la possibilità di svolgere nessuna attività lavorativa retribuita. E comunque possibile frequentare studi a breve termine nelle scuole di lingua giapponese.

Per i cittadini di altre nazioni, invece, è possibile soggiornare fino ad un periodo massimo di 6 mesi. Questo vale per Austria, Germania, Irlanda, Liechtenstein, Messico, Svizzera e Regno Unito.

Inoltre, tutti i turisti stranieri in Giappone sono obbligati a portare sempre con se il proprio passaporto.

Dal novembre 2007 sono cambiate le procedure di ingresso nella nazione giapponese come prevenzione degli atti terroristici. In aeroporto, dopo aver mostrato il passaporto all’agente dell’ufficio immigrazione, sarà necessario registrare le proprie impronte digitali e farsi scattare una fotografia del volto. In alcuni casi (a me non è mai successo) l’agente potrebbe anche farvi una piccola intervista. Questa procedura sarà eseguita per tutte le persone con più di 16 anni, ad eccezione di diplomatici, persone invitate dal governo giapponese o cittadini stranieri residenti da lungo termine in Giappone.

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