Se avete avuto l’occasione di fare un viaggio in Giappone, sicuramente una delle prime cose che avrete notato sarà stata la quantità esorbitante di pali e cavi elettrici che riempiono la superficie di ogni strada, piccola o grande che sia, in qualunque città giapponese, metropoli o piccola cittadina rurale.

All’inizio danno una strana sensazione, sembra di stare in un paese che ha da poco iniziato l’era industriale, con intrecci assurdi e ronzii fastidiosi, poi man mano l’abitudine nel vederli prende il sopravvento e diventano una caratteristica del paesaggio, un qualcosa da fotografare ed ammirare, che fa parte del viaggio.

Ma a questo punto la domanda che sorge spontanea è:

 

Perché i cavi elettrici in Giappone sono in superficie e non sottoterra?

La motivazione risale alla fine della seconda guerra mondiale, in un Giappone ampiamente distrutto dalle bombe e che necessitava di una rapida ricostruzione, non solo psicologica, ma anche infrastrutturale. Ed il metodo più veloce e più economico per portare la corrente elettrica in modo stabile nelle abitazioni e nelle fabbriche era quella di installare piloni in superficie su cui far transitare i cavi elettrici.

Una logica che non fa una pecca; il vero problema, oggigiorno, è che il Giappone continua ancora ad utilizzare cavi elettrici di superficie, e ad installarne di nuovi, nonostante tutto il resto del mondo vada nel verso opposto, ovvero sotterrando il tutto.

Il governo ha approvato anche una legge nel 2016, con lo scopo di eliminare 2.400 chilometri di pali elettrici entro marzo del 2021; ma la realizzazione di questo piano, nonostante abbia avuto inizio (vedi, ad esempio, il quartiere di Gion a Kyoto) sembra lontana dalla conclusione, soprattutto per la mancanza di fondi; infatti le stime indicano che per sotterrare 1 kilometro di cavi il costo si aggiri intorno ai 530 milioni di yen, circa 4 milioni e mezzo di euro.

 

Perché sotterrare i cavi elettrici?

Il problema principale di avere pali elettrici in superficie è che durante un terremoto, un’inondazione, una frana o un tifone (vedi Faxai o Hagibis del 2019) la prima cosa a cadere ed a rompersi sono proprio questi pali, causando interruzione di corrente oltre ai disagi già causati dalle calamità naturali. Inoltre, i pali caduti bloccano le strade, e quindi i trasporti ed i soccorsi.

Pensate che dopo il passaggio del tifone Faxai, a settembre, ben 930.000 case nella prefettura di Chiba erano prive di elettricità a causa della caduta di circa 2.00 pali; anche durante il terremoto e conseguente tsunami del 2011 a Fukushima, sono crollati circa 56.000 pali elettrici.

Percentuale di cavi elettrici interrati in Giappone e nelle principali capitali mondiali

Le principali città giapponesi, purtroppo, se paragonate alle grandi capitali mondiali, hanno una percentuale di cavi interrati esageratamente inferiore; ad esempio, Londra, Parigi, Hong Kong e Singapore hanno il 100% di cavi interrati, Taipei il 96%, Seoul il 49%; Tokyo e Osaka, rispettivamente, l’8% ed il 6%.

Addirittura, nel 40% delle prefetture giapponesi, solo l’1% delle strade è privo di pali elettrici. Inoltre, dal 2008 al 2017, sono aumentati da 35,25 milioni a 35,85 milioni.

 

Perché il costo per sotterrare i cavi elettrici è così elevato?

Se prendiamo in considerazioni le grandi città giapponesi, come Tokyo, la motivazione principale per l’alto costo di sotterramento dei cavi elettrici è dovuto alla mancanza di spazio. Infatti, la densità estrema non si evidenzia solamente in superficie, dove si è dovuti andare sempre più in alto per trovare spazio alla grande quantità di persone, anche verso il basso, soprattutto per via dell’intricata e complessa rete metropolitana della città.

Qui si incrociano tubi del gas, canaline elettriche, tubi dell’acqua, fibre ottiche e cavi necessari al corretto funzionamento ed alla sicurezza delle metro stesse; ognuna di queste entità è gestita dai rispettivi manutentori, ovvero dalle società elettriche, idriche e del gas e far muove tutte queste società per spostare i propri apparati è molto oneroso.

Inoltre, nonostante esistano planimetrie, non tutte le tubazioni sono documentate in modo preciso, per cui scavando si potrebbe incappare in guasti ed interruzioni di servizio.

 

Spunti ed approfondimenti: NHK

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