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Terremoti in Giappone e Centri di prevenzione disastri

Terremoti in Giappone e Centri di prevenzione disastri

I disastri naturali in Giappone tra leggenda, cultura e prevenzione

Il Giappone sorge nel bel mezzo di quello che viene chiamato “Anello di Fuoco del Pacifico”, un’area di incontro tra placche tettoniche che si estende per circa 40.000 km e che è la causa del 90% di tutti i terremoti e le eruzioni vulcaniche nel mondo. Partendo dalla Nuova Zelanda fino alla nota faglia di Sant’Andrea proseguendo per la costa cilena e peruviana, questa enorme “cintura” tocca in pieno anche il Giappone, rendendolo un paese ad alto rischio sismico.

 

La leggenda di Namazu

Namazu, Strada per le emergenze

Si dice che, proprio sotto l’arcipelago giapponese, ci sia un enorme ed assopito pesce gatto di nome Namazu che, talvolta, sobbalza nel sonno per poi ritornare quieto. Lui dorme sì, ma anche nel sonno di tanto in tanto sbadiglia, si gira e si rigira muovendo la sua enorme coda e combinando guai (a volte anche gravi). Fortunatamente Namazu viene tenuto a bada da Kashima, dio del Tuono che, sorvegliandolo, ne limita i movimenti con una grossa pietra (o con una spada, secondo altre versioni della leggenda). Anche la forza degli dei però, a volte, non è sufficiente ad attutire i danni dell’enorme creatura. Ad ogni movimento di Namazu, la terra sopra di lui… trema.

Trattandosi però di mitologia e non potendo ovviamente affidare l’incolumità di un Paese ad un Dio che spesso abbassa la guardia, è bene menzionare un aspetto più scientifico della situazione e ricordare che, nella consapevolezza di dover convivere con una natura che a volte mette da parte la pietà, il Giappone ha creato e può contare sulla JMA (Japan Meteorological Agency, Kishō-chō 気象庁) che affronta il tema dei disastri naturali fornendo un servizio di protezione per cose e persone attraverso dei continui monitoraggi mirati alla previsione, nei limiti del possibile, di determinati eventi dannosi come terremoti, tsunami, eruzioni vulcaniche e tifoni e non possono mancare anche forti misure di prevenzione, formazione e informazione per limitare ed affrontare al meglio qualunque tipo di danno.

 

Il grado di intensità sismica: lo shindo 震度

In Italia si tende ad associare l’intensità e la gravità di un terremoto basandosi sulla sua magnitudo, che indica la potenza dell’energia in TNT sprigionata all’epicentro, misurata attraverso la scala Richter (divisa in gradi da 0 a 10). Solo raramente si tende a fare riferimento alla scala Mercalli (divisa in gradi da 1 a 12), che invece valuta l’intensità di un terremoto osservando gli effetti e i danni reali che esso produce su persone, cose e manufatti.

In Giappone, al contrario, si tende a dare più importanza agli effetti che il sisma provoca sulla popolazione e sulle proprietà piuttosto che alla reale potenza ed energia sprigionata all’epicentro: è inutile creare allarmismo per un terremoto di altissima potenza che, con epicentro in zone disabitate o nel bel mezzo dell’oceano, non produce alcun danno ai centri abitati.

La scala utilizzata e riconosciuta dalla JMA è quella dello shindo, ovvero l’intensità dell’oscillazione che il sisma provoca sulla superficie terrestre e i relativi effetti su tutto ciò che colpisce. La scala dello shindo è divisa in gradi di intensità da 0 a 7, che vanno da una scossa i cui effetti sono impercettibili all’uomo, registrata solo dai sismografi, ad un grado 7, la massima distruttività registrata fino ad ora: è impossibile restare in piedi, i vetri di finestre si infrangono e persino le pareti in calcestruzzo armato collassano.

Ad esempio, questi sono alcuni dei terremoti più imponenti che si sono verificati in Giappone negli ultimi anni:

  • Terremoto di Fukushima del 2011 magnitudo 9.1 shindo 7
  • Terremoto di Kobe del 1995, magnitudo 6.9, shindo 7
  • Terremoto de Kantō del 1923 magnitudo 7.9 shindo 7

La scala giapponese per la valutazione dei terremori, lo shindo

 

I Centri di Prevenzione Disastri (防災センター Bōsai Sentā)

Per ridurre i danni al minimo è importante che tutti i cittadini giapponesi cooperino e siano all’erta e consapevoli dell’esistenza dei disastri naturali e che siano preparati ed equipaggiati per agire con calma e lucidità in qualunque situazione. E’ inoltre essenziale mostrare interesse e prender parte regolarmente a riunioni in materia di sicurezza e sensibilizzazione, alle simulazioni e a tutte le attività di preparazione ad un’eventuale situazione di emergenza.

Brochure di prevenzione ai disastri naturali in famiglia

A tale scopo, il territorio nazionale giapponese è gremito di Centri di Prevenzione Disastri (Bōsai Sentā 防災センター ), strutture gestite da professionisti in ambito di sopravvivenza, primo soccorso e antincendio aperte al pubblico, dove è possibile raccogliere informazioni e materiale cartaceo riguardo le misure di prevenzione da prendere e come reagire in caso di disastri naturali. I Centri di Prevenzione Disastri offrono inoltre, a titolo gratuito, dei tour guidati mirati a far conoscere le nuove tecnologie per fronteggiare i disastri, mostre su equipaggiamenti e attrezzature utilizzate dai soccorritori e la possibilità di prendere parte a delle simulazioni ed essere formati su come affrontarle al meglio nella vita reale.

In più, tante piccole accortezze allertano il cittadino giapponese sull’arrivo imminente di una calamità naturale di grave entità: segnali acustici e luminosi per le strade, messaggi di allerta via TV, radio e sui cellulari vengono diffusi dalle autorità locali in caso di tsunami, forte attività vulcanica, terremoti, tifoni e forti piogge.

Le stesse aree di raccolta, generalmente parchi o piazzali, celano spesso delle sorprese: le panchine si trasformano in tavoli di appoggio o in basi per accendere fuochi, i tombini si rivelano dei servizi igienici di emergenza (ai quali si possono applicare delle coperture per tutelare la privacy) le fontane erogano acqua convogliabile ed utilizzabile anche per l’igiene personale.

Punto di raccolta per i terremoti ed i disastri naturali in Giappone

 

Vivere il Giappone al di fuori dell’ordinario: la mia esperienza al Centro di Prevenzione Disastri di Sapporo

Un viaggio in Giappone offre la possibilità di avvicinarsi a vari aspetti di quella che è una cultura, un pensiero, un modo di vivere molto diverso da quello occidentale. Per chi intraprende un primo viaggio sono talmente tanti i luoghi turisticamente interessanti da visitare che il tempo da dedicare anche ad attività “fuori dal comune” spesso scarseggia ma, per chi affronta un secondo viaggio o dedica al Giappone periodi di permanenza meno ristretti, immergersi in altri aspetti dello stile di vita di un popolo così diverso dal nostro può rivelarsi un’esperienza estremamente formativa.

Incuriosita dallo studio delle misure di prevenzione delle calamità naturali e affascinata da sempre dai terremoti e le loro cause, mi sono recata, durante la mia ultima permanenza in Hokkaidō, in uno dei tanti Centri di Prevenzione Disastri.

Questo mi ha permesso di approfondire ulteriormente la mia passione per una tematica tanto affascinante quanto allarmante, soprattutto se vista dagli occhi di un italiano in Giappone.

Ho avuto quindi la possibilità di provare sulla mia pelle qualcosa di simile a ciò che accade nella realtà quando avviene un terremoto, un’alluvione, un tifone come quelli che in passato hanno colpito la popolazione.

Il Centro di Prevenzione Disastri di Shiroishi, a Sapporo, ha come scopo principale quello di fornire delle linee guida su come sopravvivere in caso di disastro improvviso.

Ciò che caratterizza questo centro, così come gli altri in tutto il Giappone, è l’approccio squisitamente nipponico a qualunque tipologia di messaggio, dal più leggero a quello dalla tematica più impegnativa, caratterizzato da istruzioni estremamente semplici e chiare accompagnate da illustrazioni in grado di abbattere anche la barriera della lingua.

Nell’atrio ci accoglie un reale mezzo dei vigili del fuoco sul quale è possibile salire, ascoltare le comunicazioni radio ed osservarne i comandi. Pensato soprattutto per i gruppi di studenti, è però anche una bella esperienza per gli adulti appassionati.

Un angolo in cui sono esposte tutte le attrezzature e i mezzi di prevenzione, da tute ignifughe a strumenti di ogni genere, sottolinea l’importanza del pronto intervento da parte dei vigili del fuoco e una teca ci ricorda cosa non deve assolutamente mancare nei kit di sopravvivenza presenti in ogni abitazione giapponese e negli edifici pubblici.

Esposizione dei vigili del fuoco nel Centro di Prevenzione Disastri di Sapporo

Kit di prevenzione nel Centro di Prevenzione Disastri di Sapporo

Qui possiamo trovare anche un plastico della città di Sapporo, è possibile comandare il modellino di un elicottero per estrapolare, sorvolando la città, informazioni importanti per identificare un incendio a seguito di una segnalazione.

Mappa interna del Sapporo Citizens Disaster Prevention Center

Il Sapporo Citizens Disaster Prevention Center è accessibile gratuitamente, dalle 09:00 alle 16:30, raggiungibile all’indirizzo: Nango-dori 6-chome Kita, Shiroishi-ku, Sapporo.

 

Emergenza e razionalità

Per un visitatore proveniente da un territorio poco soggetto a calamità naturali, i percorsi che centri di questo tipo offrono potrebbero essere un modo per vivere, se pur in modo artificiale e costruito meccanicamente, la sensazione di un evento che probabilmente non vivrà mai nella sua vita.

Per chi proviene da un territorio ad alto rischio, tuttavia, addestramenti simili costituiscono la prassi da seguire per non essere mai colti impreparati. Per questo motivo ogni zona è ricreata con la massima attenzione e sicurezza in modo da offrire un’esperienza formativa attraverso un’attività che susciti adrenalina ma che non riduca quel senso di razionalità che normalmente si tende a perdere durante una situazione di panico.

Il visitatore avrà così modo di visualizzare in modo lucido e sotto la guida di esperti tutte le opzioni, i gesti, le azioni più idonee da adottare in quella specifica situazione.

Un simulatore di terremoti offre la possibilità di rivivere, scegliendone l’intensità, un lieve terremoto di shindo 4, di quelli che avvengono all’ordine del giorno in Giappone, oppure di provare sulla propria pelle l’intensità, la durata e la tipologia di oscillazione che hanno caratterizzato i terremoti del Kantō (1923), di Kōbe (1995) fino al più recente grande sisma del Tōhoku (2011), meglio noto come terremoto di Fukushima.

Si tratta, in termini semplici e poco tecnici, di una stanza posizionata su degli appositi perni e con dei dispositivi segnalati in funzione (fornelli e stufe a gas). I perni verranno successivamente innalzati, la stanza verrà scossa seguendo i movimenti e i ritmi nonché la durata del terremoto che abbiamo deciso di rivivere.

E’ compito del visitatore ripararsi e attendere che il sisma cessi, spegnendo i dispositivi a gas in funzione e disattivando l’elettricità come da indicazioni ricevute da parte del personale. Naturalmente un’esperienza del genere non è equiparabile ad una situazione di reale emergenza, ma serve al cittadino a familiarizzare con un fenomeno che colpisce in modo assiduo il territorio giapponese.

Simulatore di terremoti presso il Centro di Prevenzione Disastri di Sapporo

Un simulatore di tifoni ricrea, in una stanza messa in sicurezza e con degli appositi appigli a cui reggersi, raffiche di vento fino ad una velocità di 30 metri al secondo. L’esperienza aiuta a sperimentare in modo sicuro e sotto la guida di esperti quale sia la posizione migliore da tenere qualora ci si dovesse sfortunatamente trovare all’esterno durante l’arrivo di un tifone, quali movimenti evitare affinché le vie aeree non vengano ostruite dal forte vento o perché non si venga scaraventati via. Grazie inoltre a degli occhiali 3D, è possibile percepire l’effetto di tali raffiche su mezzi di trasporto, alberi o negozi intorno a noi.

Altre esperienze comuni includono simulazioni di evacuazione di vario tipo e difficoltà. Nel centro di Sapporo si tratta di evacuare un edificio a due piani invaso da fumo (non nocivo), con porte accessibili e altre bloccate, illuminato internamente solo dalla segnaletica di emergenza. L’obiettivo è quello di affrontare le proprie paure, attraversare l’edificio gattonandoci all’interno (unico modo per riuscire a vedere attraverso il fumo) riparare le vie aeree e trovare l’uscita chiudendo alle proprie spalle la porte aperte limitando così che il fumo e le fiamme attraversino gli altri vani.

Brochure su come utilizzare un estintore

E’ inoltre possibile essere formati sul funzionamento di base di un estintore attraverso lo spegnimento di un incendio scatenatosi a seguito della combustione dell’olio da frittura, incidente domestico molto comune e difficile da gestire. Nel centro di Prevenzione di Sapporo tale incendio è solo raffigurato su uno schermo, ma viene estinto con un reale estintore ad acqua che simula la pericolosità e la difficoltà nel gestire l’olio in fiamme il quale, a contatto con l’acqua, potrebbe propagare l’incendio e aggravare, di conseguenza, la situazione.

Brochure su come spegniere l'olio da frittura in fiamme

Infine, una proiezione 3D simula in modo realistico tsunami, allagamenti e smottamenti in zone del paese a rischio, e fornisce indicazioni su come reagire qualora ci si trovi in metro, in auto o in un’abitazione, quali possono essere le cause e quali le conseguenze di un determinato comportamento e come il Giappone è preparato per limitare al minimo i danni da allagamento. Un ostacolo in questa esperienza potrebbe essere la lingua. Nel centro di Sapporo, infatti, solo le brochure sono multilingue, ma le proiezioni al momento sono esclusivamente in giapponese.

Nella sezione dedicata al primo soccorso viene impartita una breve formazione sulle tecniche di rianimazione cardio-polmonare.

 

Prima di andar via ho avuto modo di scambiare due chiacchiere con il gestore del centro e una sua affermazione mi ha fatto molto riflettere.

“Voi Italiani formate ottimi architetti ed eccellete in ingegneria, le vostre misure di prevenzione saranno sicuramente molto più all’avanguardia delle nostre, dopotutto, avete l’Etna e il Vesuvio, che vi pongono molto a rischio, avete sicuramente molto da insegnare a noi Giapponesi”

Il Giappone incanta: dal contrasto tra futurismo e tradizione di Tōkyō agli antichi edifici di Kyōto, dalla solennità di Hiroshima e la natura quasi incontaminata e quasi irraggiungibile del Kyūshū e dell’Hokkaido ai manga, gli anime, i maid cafè e i locali a tema. Ma il Giappone è anche Namazu, questo enorme pesce gatto dal quale difendersi che purtroppo, nel mondo, non è da solo.

Milena Ingrosso
Milena Ingrossohttps://www.facebook.com/justsmile.milena
Traduttrice e interprete di formazione ma formatrice di professione, mi occupo da diversi anni dell’insegnamento della lingua inglese e giapponese ad adulti ed aziende. Innamorata della lingua, della cultura e della cucina giapponese, gestisco la pagina Fb Just Smile - Formazione e potete trovarmi anche su Instagram e LinkedIn.

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