Ad esclusione di qualche paese arabo, in tutto il mondo quando si acquista un qualunque bene, oggetto o servizio si paga una tassa sul suo valore, la cosiddetta “imposta sul valore aggiunto” o IVA. Ogni nazione applica una sua percentuale, che può variare anche in base al bene a cui è riferita; ad esempio in Italia si paga l’IVA al 4% per i beni di prima necessità ed i libri, al 10% per prodotti turistici ed alcuni generi alimentari ed al 22% per tutto il resto.

In Giappone esiste un’unica aliquota IVA, chiamata shōhizei, e da giugno 2016 è dell’ 8%.

Quindi tutti pagano l’IVA quando acquistano qualcosa, ma per i turisti che visitano il Giappone con un visto turistico temporaneo (e comunque per soggiorni minori di 6 mesi) è possibile sfruttare l’esenzione dall’IVA su determinate categorie merceologiche in più di 40.000 negozi in tutto il Giappone. I cosiddetti acquisti tax-free.

Tutti i negozi che permettono di usufruire del tax-free sono sempre accompagnati dal logo “Japan Tax-Free Shop” (come riportato di seguito) posto sempre all’interno del negozio e molto spesso anche all’esterno.

Logo acquisti Tax-Free in Giappone

E’ possibile applicare questo servizio su una vasta gamma di prodotti come gli elettrodomestici, l’abbigliamento, gli articoli da cucina come coltelli e stoviglie, le bevande (alcolici compresi), i cosmetici, i medicinali, gli integratori e tanto altro ancora.

Nello specifico, il costo totale dei beni consumabili (cibo, cosmetici, medicinali, etc…) deve essere compreso tra 5.000 JPY e 500.000 JPY e deve lasciare il Giappone entro 30 giorni dalla data di acquisto. Per tutto il resto è necessario che il costo della merce sia superiore a 5.000 JPY e deve lasciare il Giappone entro sei mesi dalla data di acquisto. La cifra minima di 5.000 JPY non può essere raggiunta combinando prodotti consumabili con altri prodotti (vestiti, elettronica, etc…).

Esistono due diversi metodi per sfruttare il tax-free e risparmiare sui propri acquisti. Il primo è anche il più semplice e comodo, ovvero riceverete uno sconto pari all’ 8%, al momento del pagamento. Il secondo, invece, consiste nel ricevere un rimborso (sempre pari all’ 8% di ciò che si è acquistato) dopo aver pagato il prezzo pieno. Il rimborso è effettuato presso i “Tax Refund Service Counters“, che sono uffici preposti presenti in varie zone delle maggiori città e spesso nei centri commerciali e nei quartieri più famosi e conosciuti. Ricordate, in quest’ultimo caso, di portare con voi sia gli articoli acquistati che le rispettive ricevute, e soprattutto di passare negli uffici del tax refound nello stesso giorno di acquisto.

Tenete presente di portare sempre con voi il Passaporto, in quanto senza non potrete usufruire dello sconto.

L’intera procedura si conclude in aeroporto il giorno della partenza. Solitamente, subito prima del controllo di sicurezza, trovate l’apposito stand (in ogni caso vi conviene informarvi prima del check-in dove è posizionato) dove mostrare ciò che avete comprato e dove lasciare gli scontrini che vi sono stati pinzati sul passaporto. In realtà (almeno a me è sempre capitato così) gli ispettori non hanno interesse a controllare cosa avete comprato ma solamente a ricevere gli scontrini. In ogni caso questa è la mia esperienza, non prendetela come lo standard 🙂

Cosa importante, e forse scontata, se avete comprato dei liquidi con il tax-free, questi non possono essere in ogni caso portati sull’aereo. Mentre per quanto riguarda prodotti alimentari, bisogna in ogni caso rispettare le regole di quarantena.

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