Guida

Il Gran Santuario di Ise è un complesso di un centinaio di santuari shintoisti, 125 per la precisione, suddiviso in due aree distinte chiamate Naiku e Geku, distanti tra loro circa 4 km da Sud a Nord, e situati entrambi nella cittadina di Ise, nella prefettura di Mie.

Il santuario di Ise, per la sua importanza, è anche semplicemente chiamato Jingū. La sua estensione è paragonabile a quella del centro di parigi; qui vengono svolti circa 1.500 eventi ogni anno per la pace nel mondo, per la famiglia imperiale e per un abbondante raccolto agricolo.

L’intero plesso di santuari è devoto ad Amaterasu-ōmikami, o semplicemente Amaterasu ( 天 照 ), la divinità shintoista del sole e dell’universo, uno dei kami più importati dell’intero shintoismo, dalla quale discendono tutti gli imperatori giapponesi e che rappresenta l’intero Giappone e la sua popolazione (questo, ovviamente, senza considerare le varie etnie giapponesi).

Per la precisione Naiku, il Santuario Interno ed il più venerabile di tutto il Giappone, è dedicato unicamente ad Amaterasu da più di 2.000 anni, mentre Geku, il Santuario Esterno, è dedicato a Toyo’uke-no-Omikami, il kami dell’agricoltura, della raccolta del riso e dell’industria oltre che custode della dimora, degli abiti e del cibo di Amaterasu. Tra questi due importanti santuari sono posizionati gli altri 123, di cui 91 connessi a Naikū e 32 a Gekū.

All’interno del Naiku, il santuario interno di Ise, è custodito uno dei 3 Sacri Tesori del Giappone, ovvero Yata no Kagami, lo specchio sacro. L’accesso alla parte più interna di questo luogo sacro, ovvero lo Shogu, è consentita solamente alla famiglia imperiale ed ai sacerdoti del santuario stesso, per cui nessuna persona “comune”, per quanto importante, ha mai avuto la facoltà di poterne constatare la sua reale presenza o fattezza. I fedeli ed i visitatori possono arrivare al massimo alla terza, di quattro file, di recinsioni in legno; molto fotografata all’ingresso di questa zona è la scalinata che porta dall’ingresso.

Al contrario, in entrambi i santuari, tutti possono visitare i sentieri e la bellissima foresta che circonda l’interno dell’intera area, oltre che pregare nei santuari “accessori” situati qua e là. Personalmente, nonostante la grande quantità di persone che erano in visita durante la fine di dicembre (veramente pochissimi stranieri), ho potuto godere appieno del silenzio e della calma che questo luogo riusciva a infondermi. Va anche detto, però, che qualcuno potrebbe rimanere deluso dalla visita, proprio per il fatto che “non c’è tanto da vedere”.

Anche il ponte Ujibashi, che si erge da una sponda all’altra del fiume Isuzugawa per una lunghezza di 100 metri, fa pienamente parte della storia del santuario Naiku. La leggenda dice che fu proprio sulle rive di questo fiume che la principessa Yamatohime-no-mikoto ebbe la rilevazione da parte di Amaterasu, la quale gli disse che queste erano le terre perfette dove voleva risiedere. La sacralità del fiume fa sì che sia possibile eseguire anche una seconda purificazione (dopo quella classica fatta prima di entrare nel santuario) direttamente sulle sponde delle sue acque.

Lo stile di costruzione del santuario deriva dallo stile shinmei-zukuri ed è chiamato Yuitsu-shinmei-zukuri; l’unico santuario shinto in Giappone che può utilizzare questo metodo di costruzione è unicamente il Santuario di Ise. Inoltre, questo è uno dei pochissimi luoghi dove il buddismo non ha influenzato minimamente lo stile architettonico, in quanto il suo arrivo risale a dopo lo shintoismo.

Inoltre, esattamente ogni 20 anni, l’edificio principale viene demolito e ricostruito nuovo in un area adiacente, mantenendo la stessa identica struttura e forma ed utilizzando gli stessi materiali di costruzione (gli alberi provengono da un’area sacra della foresta di Ise). Stessa cosa vale per il ponte Ujibashi. Questo rituale prende il nome di Shikinen Sengu e necessita di circa 8 anni per essere completato; il primo Shikinen Sengu di Naiku risale al 690, durante l’era del 41esimo imperatore Jito; il prossimo è previsto nel 2033.

Questo fa sì che nonostante i 2.000 anni di storia, tutto risulti sempre nuovo!

Ultimo dettaglio è il Museo Sengukan, che si trova all’ingresso del santuario esterno. Qui è possibile scoprire tutti i procedimenti ed i riti che intercorrono durante la ricostruzione ventennale, oltre ad una replica del santuario interno e del suo edificio principale. Purtroppo la quasi totalità delle indicazioni sono solo in giapponese, con un piccolo opuscolo in inglese.

 

Storia

La storia del Santuario di Ise è raccontata nel libro Nihon Shoki (anche detto Nihongi), il secondo libro più antico di storia classica del Giappone.

Si narra che circa 2.000 anni, per la precisione il 4 a.C., fu la già citata Yamatohime-no-mikoto, figlia dell’imperatore Suinin, l’undicesimo imperatore del Giappone, dopo aver girovagato per più di 20 anni alla ricerca del luogo giusto dove venerare la dea Amaterasu, ebbe una visione dalla divinità stessa che le indicava il villaggio di Uji-tachi (l’attuale sede del santuario interno di Ise) come luogo perfetto.

Prima di questa “sede”, Amaterasu era venerato direttamente presso la residenza imperiale nell’antica provincia di Yamato, oggi corrispondente alla prefettura di Nara.

Il Naiku, invece, risale a circa 1.500 anni fa, quindi 500 anni dopo la costruzione del Geku.

I sacerdoti o le sacerdotesse a capo del santuario devono sempre provenire dalla famiglia imperiale, fin dalla nascita del santuario stesso. In realtà, tra il 7mo ed il 14mo secolo, i sommi sacerdoti erano unicamente membri femminili della casa imperiale, mentre durante l’ “Impero del Grande Giappone”, ovvero il periodo che va dalla Restaurazione Meiji (1868) fino all’emanazione della Costituzione del Giappone del dopoguerra (1947), il sommo sacerdote del Grande Santuario di Ise era l’imperatore stesso (quindi questo è valso per gli imperatori Meiji, Taisho e Shōwa).

 

Mappa, come arrivarci

Indirizzo Naiku: 1 Ujitachi-cho, Ise city, Mie Prefecture
Indirizzo Geku: 279 Toyokawa-cho, Ise city, Mie Prefecture

Il santuario esterno di Ise dista circa 10 minuti a piedi dalle stazioni ferroviarie di Iseshi o Ujiyamada. Per raggiungere il santuario interno, invece, sono necessari tra i 50 ed i 60 minuti a piedi, sempre da una delle due stazioni ferroviarie sopracitate. Dalla stazione di Isuzugawa, invece, bastano 20 minuti sempre a piedi.

E’ possibile prendere anche gli autobus cittadini da Ise-shi o Ujiyamada o da uno dei due santuari per arrivare dal lato opposto; il costo è di 430 JPY a tratta.

 

Accesso, orari e costi

Giorni di chiusura
Sia il santuario interno che quello esterno sono aperti tutto l’anno. Il museo Sengukan rimane chiuso il quarto martedì di ogni mese (se il giorno di chiusura è un festivo la chiusura passa al giorno successivo).

Orari
Entrambi i santuari Naiku e Geku sono aperti dalle 05:00 alle 19:00 da maggio ad agosto; dalle 05:00 alle 18:00 da gennaio ad aprile e nel mese di settembre; dalle 05:00 alle 17:00 da ottobre a dicembre. Il museo è aperto dalle 09:00 alle 16:30 con l’ultimo ingresso alle 16:00.

Costi
Entrambi i santuari sono accessibili gratuitamente. Il biglietto di ingresso per il museo Sengukan, invece, costa 300 JPY.

Sito in inglese
Sito ufficiale di Ise Jingu

 

Galleria fotografica

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