Uno dei piatti meno conosciuti della cucina giapponese è sicuramente il Basashi, ovvero fettine di carne cruda di cavallo, servite nello stesso stile del più conosciuto sashimi con cui, invece, si intendono fettine crude di pesce.

La carne cruda di cavallo ha una colore rosso molto acceso, per questo motivo è chiamata anche Sakura-niku, che può essere tradotto come “carne dei fiori di ciliegio”; è anche molto ricca di proteine, vitamine e ferro, e possiede pochissime calorie, meno del 5%. Solitamente ha una consistenza molto morbida, ma tutto dipendente dalla parte di cavallo da cui ottengono le fettine; i tagli principali sono lo Harami (ovvero il diaframma), il Tategami (il collo), il Futaego (la pancia) e lo Akami (la parte più magra). Anche la parte subito sotto la criniera, molto più grassa, è servita tagliata a fettine, spesso è composta unicamente da grasso e quindi completamente bianca.

Solitamente viene accompagnato con fettine di cipolla e zenzero o aglio grattugiato; inoltre, una parte importante del piatto è la salsa di soia, un po’ più dolce di quella usata per il pesce, in cui vanno intinte le fettine di carne prima di essere mangiate. Anche l’abbinamento con il sakè è molto riuscito.

E’ considerato un piatto di alta raffinatezza in tutto il Giappone, e le zone più famose in cui questo piatto è diffuso sono Kumamoto e tutta l’isola del Kyushu, la prefettura di Nagano e quella di Oita.

Altri modi di mangiare il basashi, oltre che crudo, sono grigliato (Yakiniku), stufato (Shabu-shabu), affumicato e come nigiri (sushi). Addirittura in Giappone viene preparato anche il gelato con la carne di cavallo…

Basashi, sashimi di cavallo
Basashi: Sashimi di cavallo

Io ho mangiato il basashi per la prima la sera di una vigilia di natale a Nagano. Francamente lo avevo scoperto per caso, guardando i menu esposti all’interno dei ristoranti della stazione. All’inizio mi ha preso un po’ male, poi mi sono informato su internet, ed ho deciso di provarla, perché nella cucina (e nella vita) bisogna provare tutto, o quasi. Sono rimasto stupefatto dalla sua morbidezza e bontà, non me lo aspettavo minimamente (infatti avevo preso il piatto piccolo). Assolutamente una pietanza da provare.

 

Storia del Basashi

Esistono varie teorie sulla nascita del basashi come piatto della cucina giapponese; la più accreditata è quella che viene fatta risalire ad un periodo di guerra, e relativa carestia, che si ebbe nella provincia di Higo intorno alla seconda metà del 1500; fu il daimyo di queste terre, Kato Kiyomasa, che durante la ribellione di Satsuma del 1877 (da cui ha preso spunto il romando ed il film l’ultimo samurai) iniziò a diffondere questa “ricetta” tra la sua popolazione ed il suo esercito per evitare che le persone morissero di fame.

Anche l’imperatore Meiji dichiarò pubblicamente, il 24 gennaio 1872, di mangiare carne, compresa quella di cavallo, e che credeva che questo fosse un alimento importante per la dieta del popolo giapponese. Infatti per più di 1000 anni prima di quest’affermazione, in Giappone era vietato per legge mangiare carne.

I primi ristoranti iniziarono a servire piatti a base di carne di cavallo una decina di anni dopo la fine seconda guerra mondiale.

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